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Crack BpVi, il processo resta a Vicenza

Crac BpVi, il processo resta a Vicenza

Roma – Il processo per il crac della Banca Popolare di Vicenza rimarrà nella nostra città. La Corte di Cassazione ha infatti respinto la richiesta di trasferimento del processo in un’altra sede, presentata dagli avvocati degli imputati per una questione di legittimo sospetto, riguardante un presunto un clima eccessivamente avverso nei loro confronti. In altre parole si sosteneva che Vicenza ed il suo tribunale non fossero il luogo adatto per giudicare in modo imparziale Zonin, Giustini Marin e Zigliotto.

Sospetto che la suprema corte ha evidentemente ritenuto non fondato, rigettando la richiesta di spostare altrove il dibattimento. I richiedenti sono anche stati condannati al pagamento delle spese. Insomma, una vittoria per  i molti che, nella nostra città, hanno sempre visto come nel fumo negli occchi la possibilità che i responsabili del disastro della BpVi fossero processato al di fuori di Vicenza

Ed infatti di una “grande vittoria dei risparmiatori” parla l’associazione Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto Banca, presente a Roma, assieme a pochissimi altri, per seguire i lavori della Cassazione. “Una sentenza – ha scritto oggi l’associazione in una nota – che dimostra l’infondatezza della richiesta di spostamento. Adesso la nostra richiesta è: avanti tutta con il process! Troppa gente si riempie la bocca parlando. Noi invece, quando è ora, ci siamo e tuteliamo i risparmiatori”.

Anche il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, è intervenuto per esprimere soddisfazione per la decisione della Cassazione. “Una decisione saggia – commentato Rucco – che tiene conto delle esigenze di migliaia di risparmiatori vicentini interessati al processo e della necessità di non dilatare i tempi costringendo nuovi e diversi magistrati ad occuparsi della vicenda. Ora è necessario procedere con celerità con la discussione di merito, anche per recuperare il tempo che è stato perso inutilmente”.

Rucco ha anche confermato l’intenzione del Comune di Vicenza di costituirsi parte civile nei procedimenti penali a carico di alcuni ex amministratori e manager della Banca Popolare di Vicenza, come annunciato in campagna elettorale. Ad assistere l’amministrazione comunale sarà l’avvocato Giovanni Caruso di Padova, individuato dopo specifica selezione che ha tenuto conto dell’elevata qualificazione professionale.

Soddisfazione per la scelta della Cassazione infine anche da Sergio Berlato, consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d’Italia. “La difesa – ha stigmatizzato – aveva chiesto il trasferimento sostenendo che a Vicenza non c’era un clima sereno per affrontare il dibattimento, ma la suprema corte ha respinto la richiesta, scongiurando così il pericolo che un trasferimento di sede allungasse i tempi necessari a fare chiarezza sulle responsabilità della gestione delle banche popolari. Responsabilità che hanno trascinato nel baratro numerose decine di migliaia di risparmiatori e che non possiamo permettere cadano in prescrizione”.

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