Breaking News
Una veduta dall'alto di Solagna - Foto di Loris Fostari (CC BY-SA 3.0)
Una veduta dall'alto di Solagna - Foto di Loris Fostari (CC BY-SA 3.0)

Comuni si fondono. Il referendum in Val Brenta

Solagna – Il mondo sta cambiando molto velocemente e sta nascendo un mondo nuovo da tutti punti di vista. L’accelerazione verso il futuro è fortissima. In questo quadro la politica adottata dai governi italiani sin dai lontani anni ’90 (dopo la caduta della Dc) è sempre stata quella di dire che lo stato doveva essere dimagrito, anche su pressione degli altri paesi europei. Ecco quindi che si sono sempre diminuite le risorse a favore di comuni, scuole, sanità, spese sociali.

I soldi risparmiati non sono comunque finiti nei risparmi, ma nelle tasche della classe politica. Ancora oggi, tutti dicono che lo Stato è troppo pieno di dipendenti e non si assume più in proporzione al numero delle persone che vanno in pensione, ma molto meno, e in futuro forse meno ancora. Quindi, in un mondo che va veloce, essere da soli significa essere massacrati.

Se Solagna si presenta a Venezia o a Roma con la sola sua voce non viene neanche ascoltata. Se si presentano più soggetti è probabile che la porta si apra. Fare rete è fondamentale insomma. Ve la immaginate l’Italia da sola di fronte al resto del mondo? Verrebbe distrutta nel giro di 24 ore, perché non ha la forza economica e politica per sostenere l’ondata che si riverserebbe contro di lei. Insomma non è la Gran Bretagna o la Francia che ce forse ce la farebbero da sole. Noi non ce la faremmo, ma con altri possiamo cavarcela.

Da soli si hanno inoltre meno risorse, e questo perché la politica dà meno alle entità autonome. Uniti si può strappare qualcosa di più, o avere un deficit minore. Il bilancio sarebbe comunque più sconfortante di adesso. Tutti in un mondo del futuro possiamo trovare le nostre speranze nella rete. Da soli non si fa niente, anche se uniti potrebbe esserci una diminuzione di soldi in arrivo.

Se Solagna entra nel Comune di Val Brenta ci saré una diminuzione del personale impiegato? Sicuramente sì. Vogliamo parlare con il sindaco, i consiglieri vicini a noi? Scordiamocelo, quello rappresenta un mondo del passato. Li vedremmo, ma non saranno sindaco o consiglieri, ma consulenti e amici del territorio. Non votando questo progetto ci sarà un arroccamento sociale? Sicuramente sì.

Votandolo, invece, la nostra visuale delle cose si ampliera ci saranno usciranno sempre piu’ occasioni di viaggi e di conoscenze perché, in qualche modo, sarà anche obbligatorio farlo. La povertà non sarà cancellata, anche se qualche bizzarro, a Roma, dice in questi giorni che il governo l’ha cancellata. Balle.

I progetti saranno invece visti a lungo termine, con un itinerario dinamico, di lunga durata e di maggiore estensione, riguardando tutto il circondario, mentre oggi siamo limitati al nostro comune. E poi ci sarà la collaborazione di tanti altri e non di quei  pochi che ora coccupano le sedie solo per prendersi lo stipendio mensile da sindaco. Non votandolo si ritorna ai castelli medioevali, votandolo si guarda avanti e si sfida il futuro.

Comunque, ciò che si prospetta è un progetto sociologico che tende a tenere in vita comuni che non potrebbero da soli avere abbastanza risorse e idee, ed è una sfida che si può e si deve vincere tutti insieme. Il futuro ci attende e lo dobbiamo costruire noi. In qualche modo, dovremo anche noi cambiare il nostro modello di vita e non dobbiamo farci trovare impreprati.

Armando Todesco – Sociologo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *