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Cgil Vicenza a congresso. Rieletto Giampaolo Zanni

Vicenza – Cgil di Vicenza quest’oggi al traguardo, dopo un lungo tour de force fatto di settecento assemblee, dodicimila iscritti coinvolti e tredici congressi di altrettante categorie. Oggi infatti ai lavori congressuali era chiamata l’intera confederazione provinciale, all’Alfa Hotel di Vicenza, che ha rieletto a larga maggioranza il segretario uscente Giampaolo Zanni. Assieme a lui sono stati confermati in segreteria Giancarlo Puggioni e Natascia Frabetti.

Giampaolo Zanni
Giampaolo Zanni

Quanto ai contenuti discussi in assemblea, sul tavolo, per l’avvio del dibattito, c’erano due documenti contrapposti. Innanzitutto quello di maggioranza, indicato dalla segretaria nazionale Susanna Camusso, che aveva ottenuto nelle assemblee oltre il 97% dei consensi. L’altro, quello di minoranza, ha ottenuto a Vicenza il 2,6% dei voti. Numeri dunque che restituiscono l’immagine di un sindacato piuttosto unito, almeno sul piano dei contenuti generali.

Riguardo ai grandi temi nazionali, un accento è stato posto sulla politica attuale del governo in campo economico e di mercato del lavoro, per altro proprio nel giorno in cui l’Europa ha bocciato la manovra economica. Il segretario ha sottolineato come, accanto a temi anche giusti nel merito, tra i quali il superamento della legge Fornero e lo stesso reddito di cittadinanza, ci sia da parte del governo una gestione sbagliata nel metodo.

“Ad esempio – ha sottolineato Zanni – non ci è piaciuto che il governo non ci abbia coinvolto nella discussione, abbia voluto insomma fare da solo, senza sentire le parti in causa. Il reddito di cittadinanza ad esempio, pur giusto e condivisibile in quanti misura di sostegno sociale, ci sembra che sia stato configurato male. mancano inoltre misure per lo sviluppo e la crescita”.

Un’altra notizia di oggi, di livello nazionale, e sempre proveniente dall’Europa, e’ stata la bocciatura da parte del Parlamento europeo degli emendamenti alla nuova Direttiva sulle acque potabili, emendamenti finalizzati a ridurre a zero il lime di Pfas nelle falde acquifere. Anche su questo Zanni ha espresso un giudizio duro, di condanna per la logica dfi scarsa attenzione all’ambiente e d alla salute delle persone, magari a tutto vantaggio dei potentati dell’industria chimica.

“Serve cambiare marcia – ha detto il segretario di Cgil Vicenza -, un impegno della politica, che deve superare le logiche di sudditanza al mondo imprenditoriale, per rendere finalmente più sicura la vita dei cittadini ed anche il lavoro di chi nell’industria opera tutti i giorni, dato che i più esposti ai veleni, anche nel caso Pfas, sono sempre stati proprio i lavoratori delle aziende inquinanti. Le ragioni del lavoro e quelle dell’ambiente inoltre non devono scontrarsi, ma armonizzarsi”.

Quanto alla Miteni, ovvero l’azienda che è considerata da tutti la principale responsabile della contaminazione da Pfas, Zanni ha messo in guardia dal rischio che ai cittadini del Veneto, alla fine, rimanga il cerino acceso in mano. “Non vorrei – ha detto – che si arrivasse ad un punto in cui l’azienda fa i bagagli e se ne va, senza aver bonificato nulla e lasciando a noi una terra avvelenata da curare”

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