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Buoni libro agli immigrati, è muro contro muro

Buoni libro agli immigrati, è muro contro muro

Venezia – “Pare che la giunta Zaia abbia fatto di tutto per escludere gli immigrati non comunitari dall’accesso ai contributi regionali per il buono libri. E’ stato richiesto loro di produrre una serie di documenti e certificazioni aggiuntive, in certi casi molto complicati da ottenere. È la prima volta che accade e si tratta di un fatto molto grave poiché per tutti i cittadini del mondo dovrebbe essere sufficiente presentare un’autocertificazione, trattandosi di contributi ai quali si ha diritto di accedere presentando la sola dichiarazione Isee”.

Così il consigliere regionale Piero Ruzzante, di Liberi e Uguali, che oggi ha depositato un’interrogazione a risposta scritta chiedendo alla giunta Zaia di prorogare i termini del bando o prevederne la riapertura. Ruzzante chiede anche di fornire ai Comuni ed ai cittadini gli opportuni chiarimenti interpretativi, auspica inoltre un intervento legislativo a livello regionale volto ad evitare che si verifichino altri casi simili.

“In parole povere – continua Ruzzante -, solo il nazismo e il fascismo avevano fatto delle norme diversificate per gli ebrei e gli stranieri, e si chiamavano leggi razziali. Se l’autocertificazione è valida deve essere valida per tutti gli esseri umani, che in questo caso oltretutto sono bambini titolari di diritti. Stiamo parlando di certificati da richiedere in Paesi dove ci sono condizioni di guerra: ci potrebbero volere mesi ad ottenerli e potrebbero costare anche centinaia di euro, a fronte di un contributo che potrebbe avere un valore più o meno analogo”.

“È l’effetto della scorretta applicazione di una norma approvata nel febbraio scorso dalla maggioranza di centrodestra in consiglio regionale – ricorda l’esponente di Liberi e Uguali, già relatore di minoranza del progetto di legge -, della quale avevo sottolineato gli aspetti problematici che puntualmente si sono verificati».

“L’obiettivo di questa legge – aveva detto Ruzzante durante la discussione in aula – non è fare una buona legge, ma è affermare una cosa in termini di principio, dato che la normativa nazionale consente a chiunque di presentare l’autocertificazione per le prestazioni sociali richieste in virtù dell’Isee. Mettiamo caso che un’amministrazione pubblica rifiuti una domanda di un cittadino straniero dicendogli “no, mi devi portare ed esibire le carte”, cinque secondi dopo qualsiasi sindacato potrà fare ricorso e lo vincerà». Il riferimento all’art. 10 del d.P.C.M. n. 159 del 2013 che consente a ciascun ipotetico beneficiario, senza che sia effettuata alcuna distinzione in merito alla nazionalità, di presentare una dichiarazione sostitutiva unica in relazione alla quale non valgono le limitazioni previste dall’art. 3 del d.P.R. n. 445 del 2000, essendo tale istituto governato dalla propria normativa specifica”.

A difendere a spada tratta la volontà della Regione Veneto di ostacolare, di fatto, l’accesso degli immigrati ai buono libri. è Mara Bizzortto, capogruppo leghista al Parlamento europeo. “I veri razzisti – afferma -, contro i cittadini italiani sono gli esponenti del Pd e della sinistra che gridano allo scandalo per una norma di buon senso e intelligenza che è in uso anche in altri paesi europei, come la Gran Bretagna e la Germania. Alla deputata del Pd Alessia Rotta che parla di foga razzista, viene da rispondere che nel Pd l’unica foga è quella dell’ignoranza”.

“Per noi – continua Bizzotto – vengono prima i nostri cittadini, a cui lo Stato guarda solitamente anche il pelo nell’uovo, non gli immigrati. Non c’è niente di scandaloso nel chiedere agli immigrati che vogliono aver accesso ai buoni libri di presentare una serie di documentazioni che certifichino il loro reale stato patrimoniale nel Paese d’origine. Invece al Pd e alla sinistra falsa buonista, alla ricerca disperata di nuovi serbatoi di voti, stanno più a cuore gli immigrati extracomunitari che gli italiani”.

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