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Una pistola taser. E' visibile l'arco elettrico che si sprigiona fra i due elettrodi - Foto di Jason Bain (CC BY 2.0)
Una pistola taser. E' visibile l'arco elettrico che si sprigiona fra i due elettrodi - Foto di Jason Bain (CC BY 2.0)

Vicenza si divide sul taser alla polizia locale

Vicenza – Sta provocando reazioni di segno opposto il via libera sperimentale all’uso del taser da parte della polizia locale, introdotto dal Decreto sicurezza voluto e  firmato dal ministro dell’Interno Salvini. Anche vicenza, assieme a parecchie altre città capoluogo italiane, dovrebbe entrare nella sperimentazione, e questo divide. A cominciare proprio dalla parte in causa, ovvero gli uomini della polizia locale. E’ chiaro, ad esempio, il significato dell’intervento di oggi, da parte delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) del Comune di Vicenza, che denunciano l’uso distorto della polizia locale in funzioni non proprie. L’acquisizione del taser, secondo i sindacalisti, va in questa direzione.

“Invece di investire in assunzioni di personale – si legge in una nota firmata da Maria Teresa Turetta, che coordina le Rsu del Comune di Vicenza – si acquista l’ennesima strumentazione che non è garanzia di maggiore sicurezza e non può essere intesa come sostitutiva del personale attualmente vacante. Nel Comune di Vicenza nel 2018 sono cessati 13 unità di vigilanza e ad oggi non sono ancora state sostituite; l’organico in essere ha un’età media che supera i 50 anni, non ci sono risorse sufficienti nemmeno per il vestiario del personale.

“La Polizia Locale – conclude la sindacalista – deve essere messa nelle condizioni di poter svolgere il ruolo originario per cui è stata assunta e per cui è contrattualmente inquadrata e retribuita. Vi è forte preoccupazione sulle conseguenze che un’arma impropria come il taser potrebbe provocare sulla cittadinanza ma anche è legittimo chiedersi a quali conseguenze va incontro il personale che la utilizza in caso di morti causate da questa arma, visto che gli operatori di vigilanza non hanno nessuna tutela assicurativa e previdenziale, a differenza della Polizia di Stato. Le Rsu del Comune di Vicenza, pertanto, esprimono netto dissenso contro scelte che di fatto non sono finalizzate a risolvere concretamente i problemi dei cittadini e degli operatori di vigilanza”.

Di tutt’altro avviso è il mondo politico che si ispira alla destra, come ad esempio Fratelli d’Italia,, che da anni indica il Taser come uno tra gli strumenti idonei a garantire maggior tutela gli agenti di pubblica sicurezza nell’esercizio delle loro funzioni”

“Accogliamo con favore – scrivono oggi in una nota gli esponenti vicentini di FdI – la posizione del sindaco d Francesco Rucco in merito alla possibilità di dare il via alla sperimentazione dell’utilizzo di questo strumento di difesa non letale. Già nel settembre 2015 il gruppo di FdI in Regione Veneto presentò una mozione, poi approvata poi dal consiglio regionale, che impegnava la giunta regionale ad attivarsi presso il governo affinché le nostre forze di polizia potessero essere dotate di strumenti come il taser, come già avviene in 107 paesi nel mondo, compresi alcuni stati del nord Europa”.

“Nonostante le spesso inutili polemiche che l’utilizzo delle armi ad impulsi elettrici genera – si legga in conclusione della nota di Fdi -, rimangono questi degli strumenti utili a garantire maggior sicurezza agli operatori delle forze dell’ordine nel loro quotidiano lavoro. Grazie all’utilizzo di quest’arma non letale, gli agenti avranno uno strumento in più per ridurre i rischi derivanti da colluttazioni con soggetti fortemente aggressivi senza dover ricorrere a misure più drastiche”.

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