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Smog, le misure a Vicenza sul piano del traffico

Vicenza – Quest’oggi, 30 settembre, come abbiamo riportato nei giorni scorsi, è la domenica senz’auto, in centro storico, a Vicenza, chiamata quest’anno “Giornata Verde”, con molte iniziative e il divieto di circolazione dei veicoli a motore, eccetto gli elettrici. Lunedì primo ottobre, però, non scatterà in città il blocco dei mezzi più inquinanti, come invece avverrà in molte parti dell’intero nord Italia. L’ordinanza del Comune di Vicenza che ieri ha recepito, dopo il passaggio in giunta, i recentissimi nuovi obblighi regionali, precisa infatti che “i divieti relativi alla circolazione dei mezzi più inquinanti nell’area centrale e in alcuni quartieri della città, più restrittivi per orari e tipologie di veicoli rispetto allo scorso anno, diverranno efficaci 48 ore dopo l’installazione della nuova segnaletica stradale di cui sarà data ampia comunicazione”.

“Per la gara – spiega in una nota il Comune di Vicenza -, fornitura e posa della novantina di cartelli riportanti le nuove disposizioni ci vorranno presumibilmente alcune settimane. Nel frattempo rimangono in vigore i divieti dell’anno scorso i quali, come indicano i cartelli stradali attualmente installati in città, sono validi dal 15 ottobre, da lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 per i veicoli a benzina fino agli euro 1 e i diesel fino agli euro 2. In caso di sforamento per 10 giorni consecutivi del valore limite giornaliero di Pm10 di 50 microgrammi al metro cubo d’aria, si dovranno fermare anche i diesel euro 3. Con superamento per 3 giorni consecutivi dei 100 microgrammi per metro cubo stop anche ai diesel euro 4”.

Sono previste numerose eccezioni per mitigare i disagi provocati ai cittadini. Modalità del blocco e tipologie di veicoli coinvolti sono specificati in questa pagina del sito del Comune di Vicenza. Da lunedì primo ottobre entrano invece in vigore tutte le altre disposizioni antismog. E’ vietato mantenere acceso il motore durante le soste e gli arresti superiori al minuto. In casa, nei negozi e negli uffici la temperatura deve essere di 19 gradi, nelle fabbriche e nei laboratori di 17 gradi.

In presenza di impianti alternativi, non si devono utilizzare generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (come legna da ardere, cippato o pellet), con prestazioni inferiori alle 2 stelle. (Il divieto vale anche per gli impianti inferiori alle 3 e alle 4 stelle nel caso scattino i livelli di criticità rispettivamente arancione o rosso, ovvero 4 giorni o 10 giorni consecutivi di sforamento del livello di 50 microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria).

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