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“Un sindaco sceriffo con la pistola ad acqua”

Vicenza – “Sono passati più di cento giorni dall’insediamento della nuova amministrazione e sembra giunto il momento di tracciare un primo bilancio e verificare l’efficacia del fatidico Piano Marshall per Vicenza, ideato dall’allora candidato sindaco Francesco Rucco. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e, alla prova dei fatti, il piano risulta ampiamente disatteso. Altro che prendere il largo, qui stiamo ancora alla ricerca di marinai e vele”.

Francesco Rucco
Francesco Rucco

E’ quanto scrive in apertura di una articolata riflessione Raffaele Colombara, consigliere comunale di opposizione, a Vicenza, per la lista Quartieri al centro, analizzando il primo periodo di governo della città da parte della amministrazione di centrodestra uscita dalle urne il 4 marzo scorso. Colombara parte dall’inizio, praticamente dalla campagna elettorale e dal momento dell’insediamento di Francesco Rucco e della formazione della giunta, sottolineando come il sindaco abbia avuto già allora le prime serie difficoltà.

Claudio Cicero
Claudio Cicero

Una giunta, quella di Vicenza, che secondo il consigliere di opposizione “ha molto di partitico e molto poco di civico”, basti pensare al “vice sindaco catapultato in giunta senza passare per le elezioni per ripagare Forza Italia dell’appoggio in campagna elettorale, dopo anni in cui hanno definito uno sgarbo verso i cittadini la nomina di un sindaco non eletto”.

Colombara non manca poi di ironizzare sul “roboante sprint di Claudio Cicero”, che secondo il consigliere di minoranza avrebbe fatto “capire chi comanda in giunta, confondendo spesso e volentieri il ruolo di tecnico con quello di amministratore”. L’amara conclusione è comunque che, ad oggi, dopo l’inizio dell’attività lavorativa e scolastica si ripresentano in città gli stessi problemi di incolonnamento e traffico.

Quanto agli altri assessori, Colombara li definisce “poco avvezzi ai meccanismi amministrativi” e spesso propensi ad usare la frase “non lo so, ci informeremo”. Come esempio viene portato quello “dell’assessore al Personale, capace di dire nel giro di poche ore tutto e il contrario di tutto sul front office, questione che a maggio doveva essere chiusa subito, ma che ora è complessa, mentre nel frattempo, con problemi per i lavoratori e utenti, rimane irrisolta”.

Il consigliere comunale di centrosinistra prende poi in esame i singoli temi concreti, dalla mobiltà alla Tav, dalle vicende della BpVi fino ai temi legati alla sicurezza, con le scottanti questioni della prostituzione, dei nomadi e dei migranti. In questa pagina il suo scritto nella sua versione integrale.

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