Breaking News

Vicenza, sciopero al Gruppo Engineering

Vicenza – Incrociano le braccia, oggi, 25 settembre, i lavoratori del Gruppo Engineering. Lo sciopero è stato indetto dal coordinamento delle Rsu di Fiom, Fim e Uilm, ovvero le categorie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil. “Uno sciopero – spiegano i sindacati – che si sta svolgendo regolarmente attraverso la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori con il blocco dello straordinario e l’astensione dal lavoro di due ore in entrata”.

A Vicenza, in via vecchia Ferriera, al civico 5 (sede vicentina ex T-System) si è svolto questa mattina un sit-in che ha coinvolto i 60 lavoratori che vi operano. In Italia i dipendenti del Gruppo sono novemila e in Veneto a Padova c’è un’altra sede con circa 200 lavoratori. Patrizia Carella della Fiom Cgil di Vicenza ha spiegato che si tratta di una protesta a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, contro la chiusura totale dell’azienda.

“Si tratta di un gruppo che cresce dal punto di vista economico – ha aggiunto la sindacalista -, e l’integrativo costerebbe solo un euro all’ora per dipendente. Una cifra che una delle più importanti realtà italiane nel campo dell’ingegneria informatica può permettersi tranquillamente visti i risultati di bilancio. Engineering è cresciuta nella produzione da un anno all’altro di oltre il 10% e il valore di produzione nel 2017 si è attestato su oltre un miliardo di euro (1028,8 milioni di euro). Il margine operativo lordo (Ebitda) è pari a 122,9 milioni di euro (+13,5% sull’anno precedente); l’Ebit è pari a 64,8 milioni (+15,7%) e l’utile netto del 2017 a 52,3 milioni di euro (+15,3%)”.

“La trattativa dura da mesi e l’azienda ha sempre risposto no al rinnovo dell’integrativo – ha poi concluso Carella – ma per noi si tratta di una risposta sbagliata: non accettiamo e pretendiamo gli aumenti richiesti, perché sono meritati e sostenibili. E’ merito anche dei lavoratori se l’azienda funziona”. Carella ha anche ricordato che il costo dell’integrativo inciderebbe meno del 2% sul costo del personale, e che quindi sarebbe possibile il rinnovo dell’integrativo alle condizioni richieste.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *