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Il Teatro Civico di Schio (Foto di Luigi De Frenza, da teatrocivicoschio.net)
Il Teatro Civico di Schio (Foto di Luigi De Frenza, da teatrocivicoschio.net)

Schio, “Il Teatro è casa tua”. Ecco la nuova stagione

Schio – Molte e variegate le proposte della stagione teatrale 2018/2019 della città di Schio, realizzata dalla Fondazione Teatro Civico, con la collaborazione del circuito Arteven, che coinvolge i teatri Civico (via Pietro Maraschin) ed Astra (via Battaglione Val Leogra). Un programma artistico che propone l’idea di teatro come casa: “Vieni a casa tua” è infatti lo slogan che accompagna tutta la stagione. Se il filone principale rimane quello di “Schio grande teatro”, con nove spettacoli in cartellone più un fuori abbonamento, tutti con inizio alle 21, l’intero progetto culturale abbraccia pure la musica e il teatro veneto. Un settore, quest’ultimo, che porterà sul palco alcune delle migliori produzioni regionali, con la formazione Schio Teatro Ottanta (“Tramaci per l’eredità”, 23 novembre), le compagnie Piccolo Teatro città di Chioggia (“Le baruffe chiozzotte”, 7 dicembre), Zelda con Filippo Tognazzo (“Fole e filò”, primo febbraio 2019), Matàz Teatro (“Sogno di una notte di mezza estate”, 15 febbraio 2019) e Pantakin da Venezia (“Tempeste d’Amor perdute”, primo marzo), impegnate nella valorizzazione della tradizione teatrale veneta.

Ampio spazio sarà dedicato alla musica, con la prima edizione di “Schio musica”, rassegna con quattro appuntamenti: un “Omaggio a Ennio Morricone”, proposto dall’Orchestra regionale Filarmonia veneta (15 novembre); “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”, con il trombettista Paolo Fresu, per la regia di Leo Muscato (29 gennaio 2019); “Viva Vivaldi”, con protagonista la soprano tedesca Margriet Buchberger, accompagnata dall’orchestra La Dominante Baroque Consort (29 marzo) e, per finire, “Balcanikaos”, uno spettacolo teatral-musicale della Raskornika orchestra, dedicato alle melodie dei Balcani (4 maggio). Un’altra novità è data dal Concerto di capodanno (30 dicembre alle 17), possibile grazie alla sensibilità di alcune aziende del territorio. L’evento vedrà in scena l’orchestra Labirinti armonici, il cui programma affianca la tradizione austriaca al repertorio italiano.

Tornando al cartellone principale, “Schio grande Teatro” procederà su due binari paralleli. L’uno, nella cornice del Teatro Astra, darà spazio alla nuova drammaturgia, con testi di autori viventi che porteranno il pubblico ad interrogarsi su grandi temi contemporanei; l’altro, invece, sarà ospitato dal Teatro Civico e proporrà tre spettacoli incentrati sulle lingue italiane. Ad aprire le danze sarà “Macbettu”, uno Shakespeare in salsa sarda, in nuorese, con Alessandro Serra (27 e 28 novembre); seguirà, il 6 e 7 febbraio, “Miseria e nobiltà”, un classico della commedia con Michele Sinisi e, infine, il 21 e 22 febbraio, Saverio La Ruina proporrà il monologo in dialetto calabrese “Masculo e Fìammina”.

Ottavia Piccolo in scena
Ottavia Piccolo in scena

Per quanto riguarda, invece, il Teatro Astra, il via sarà dato, il 9 novembre, da “Occidente Express”, uno spettacolo di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo, che narra la storia di un migrante in cerca di fortuna. Ad accompagnare la performance dell’attrice ci sarà l’orchestra multietnica di Arezzo.

Il 14 dicembre sarà la volta di “Manuale di volo per uomo”, di e con Simone Cristicchi. Spazio al thriller, il 24 gennaio, con “Cita a Ciegas. Confidenze fatali”, di Mario Diament, interpretato da Gioele Dix e Laura Marinoni. Marina Massironi e Roberto Citran saranno i protagonisti di “Le verità di Bakersfield”, un dramma comico di Stephen Sachs. Per finire, il 21 aprile sarà Silvio Orlando a calcare il palco dell’Astra, con “Si nota all’imbrunire”, di Lucia Calamaro.

Lo spettacolo fuori abbonamento è “Nel nostro piccolo” (22 novembre), con Ale e Franz. Il duo di attori non proporrà uno spettacolo di cabaret, ma un racconto, con musica e comicità, della Milano di Gaber, Jannacci e del Derby. Prosegue, per Schio, la collaborazione con il Teatro Comunale di Vicenza per il festival Danza in Rete, che in questa edizione ospita un classico della danza contemporanea, “Giulietta e Romeo”, liberamente ispirato alla tragedia di Shakespeare e proposto dal Balletto di Roma. Della stagione culturale scledense fanno parte anche la rassegna “Teatro-Scuola”, dedicata a studenti e docenti, i progetti “Vieni a teatro con mamma e papà”, pensata con l’obiettivo di avvicinare anche i più piccoli al teatro, “Campus Lab“, e “Dancewell”, esperienza che si basa sull’impatto salutare che la pratica della danza può avere sulle persone che vivono con il morbo Parkinson.

“Teatro come casa”, dicevamo in apertura. “Una casa – ha spiegato il codirettore artistico, Federico Corona – ha bisogno di cure. È per questo che abbiamo attivato un progetto di finanziamento rivolto anche ai privati, che si chiama Sostieni il tuo teatro. Perché più risorse significa più iniziative, vuol dire scommettere su progetti che si allontanano dal commerciale e vanno in altri ambiti, come ad esempio il sociale”. Per ulteriori informazioni si può visitare questa pagina.

Ilaria Martini

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