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Femminicidi, Sbrollini pone il problema in Senato

Roma – “Malgrado normative apparentemente più attente, malgrado una opinione pubblica sempre più informata, questi atti di violenza estrema non si fermano. Anzi sembrano aumentare”. E’ l’amara constatazione che fa la senatrice vicentina del Pd Daniela Sbrollini, commentanto la tragica vicenda dell’omicidio-sucidio avvenuto ieri a Lonigo, e soprattutto ricordando che è questa la vera emergenza in Italia e che non si fa abbastanza per fermare questo massacro. Il quarto Rapporto Eures sul femminicidio in Italia conferma infatti che nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere.

Daniela Sbrollini
Daniela Sbrollini

“Più di uno ogni tre giorni, è una situazione pazzesca – sottolinea la senatrice Pd –, e l’incidenza femminile sul numero di vittime totali di omicidi non è mai stata così elevata, 37,1%, mentre nel 2000 si attestava sul 26,4%. Sono numeri di una strage infinita. I dati registrano un forte aumento soprattutto nelle regioni del Nord: Lombardia, Emilia Romagna e Veneto si contendono il vertice di questa tristissima classifica”. Sbrollini ricorda inoltre che “il contesto prevalente del femminicidio è quello familiare e della sfera affettiva, mentre sono in aumento anche gli altri “femminicidi di prossimità (amicale, lavorativo, di vicinato)”.

“Se, come sembra, – insiste Sbrollini – è il tarlo del possesso e della gelosia a spiegare la percentuale più elevata di omicidi di donne, seguiti da quelli scaturiti da conflitti e dissapori quotidiani, significa che è saltato un momento importante nella formazione alla vita che famiglie e scuola dovrebbero dare, senza però dimenticare che sono in crescita anche i femminicidi legati all’ampia area del disagio, soprattutto della vittima, in particolare nelle coppie anziane. Sono frequenti anche i casi in cui si rileva un disturbo mentale dell’autore. Questo fa pensare che il lavoro dell’assistenza sociale non riesca ad affrontare il problema con la dovuta attenzione”.

“Se poi riflettiamo sul dato che l’analisi dei femminicidi di coppia evidenzia una storia di pregresse violenze, spesso note a figure esterne alla coppia, allora non possiamo nasconderci che anche gli organi predisposti alla prevenzione e alla giustizia risultano troppo spesso inefficaci. Colpisce infatti che, tra i femminicidi segnati da violenze pregresse, nel 44,6% dei casi la vittima avesse denunciato l’autore, senza tuttavia ottenere una protezione adeguata”.

“Amaramente – conclude la parlamentare dem – devo pensare che tutti dobbiamo focalizzare questo problema evitando di immaginare che sia un problema degli altri. Famiglia, scuola, assistenti sociali, giustizia, devono tutti fare di più. Ma anche a livello normativo dobbiamo avere il coraggio di agire con leggi più attente, sensibili e, se serve, severe. Senza dimenticare che la prevenzione è l’unico metodo per evitare le strage. Già la settimana prossima penso di promuovere una opportuna discussione tra i colleghi del Senato e immagino che verrà istituita una Commissione di inchiesta. E’un obbligo umano, prima ancora che politico”.

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