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Marmolada, la stazione della funivia Serauta, su Punta Rocca - Foto Elborgo (CC BY 3.0)
Marmolada, la stazione della funivia Serauta, su Punta Rocca - Foto Elborgo (CC BY 3.0)

Consiglio regionale sul cucuzzolo della montagna

Venezia – “Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia lunedì 24 settembre parteciperà alla seduta straordinaria del consiglio regionale convocata nella sede del Museo della Grande Guerra, nella stazione funiviaria di Serauta, nel comune di Rocca Pietore. Il presidente partirà con la prima corsa della funivia per la Marmolada (ritrovo in località Malga Ciapela alle ore 10). Al termine della seduta straordinaria, previsto per le ore 13.30, il presidente deporrà una corona di alloro al Monumento ai caduti della Grande Guerra”.

Patrizia Bartelle
Patrizia Bartelle

Così la Regione Veneto, annunciando che ci sarà anche il governatore a questa “seduta in quota” del consiglio regionale. L’iniziativa ha sollevato critiche e amara ironia da parte dele opposizioni, che l’hanno definita una scampagnata, una gita aziendale, pura propaganda insomma, che viene tra l’altro fatta pagare ai contribuenti. Queste parole sono stare usate da vari esponenti del Pd, ma da anche consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle, come Patrizia Bartelle, che proprio oggi rivolge la sua ironia tagliente al presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti.

“Sul cocuzzolo della montagna, sotto un cielo tinto di blu, con in testa il passamontagna, scivoliamo sempre più giù”, è questo l’esordio del commento della consigliera pentastellata che usa la vecchia canzone di Rita Pavone per rendere l’idea “della mascherata – sono le testuali parole che usa – che Ciambetti ha convocato sulla Marmolada”.

“Caro presidente – continua Bartelle -, sono io che chiedo a lei dove sta il rispetto istituzionale nel convocare un consiglio regionale a tremila metri d’altezza, ammantando di ufficialità una gita aziendale di Zaia e sodali, e facendola pagare ai cittadini. E solo il concetto dello scivolamento in basso può ridurre la mia ferma deprecazione nell’assistere all’utilizzo strumentale, tramite una corona d’alloro, dei poveri fanti italiani morti in una guerra feroce per difendere il sacro suolo della Patria, quella Patria in cui lei per primo non crede, visto che, cento anni dopo, la vuole sfasciare in nome di un venetismo spinto al limite della frantumazione nazionale”.

“Caro presidente – conclude la consigliera regionale -, se proprio desidera andare in giro a deporre corone, vada in Polesine, a rendere omaggio istituzionale al quarto cittadino morto di West Nile, a chiedere scusa per la sottovalutazione regionale del problema e a garantire che il medico sarà a disposizione, oltre che sulla Marmolada, anche negli ospedali pubblici del territorio. Sempre che lei, alla Pavone non preferisca Caterina Caselli, con la sua Nessuno mi può giudicare…

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