Mappe di pericolosità sismica d'Italia e del Veneto
Mappe di pericolosità sismica d'Italia e del Veneto

Iniziative anche a Vicenza per la prevenzione sismica

Vicenza – Iniziative anche a Vicenza e nella sua provincia per la Giornata nazionale per la prevenzione sismica, domenica 30 settembre, promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio nazionale degli ingegneri e Consiglio nazionale degli architetti, con il supporto scientifico del Consiglio superiore dei lavori pubblici, del Dipartimento di protezione civile e della Conferenza dei rettori università italiane e della Rete dei laboratori universitari di Ingegneria sismica.

Domenica 30, dunque, saranno allestiti, in 500 piazze d’Italia, dei quali sedici nel vicentino, dei punti informativi per diffondere la cultura della prevenzione sismica e migliorare le condizioni di sicurezza del nostro patrimonio immobiliare. Saranno un’ottantina i professionisti volontari, una quarantina gli ingegneri ed una trentina gli architetti, a disposizione del pubblico per chiarire dubbi ed informare su rischi e opportunità, quali le agevolazioni fiscali.

Le Piazze della prevenzione sismica daranno inoltre l’occasione per promuovere il programma di prevenzione attiva “Diamoci una scossa!”, che prevede per tutto il mese di novembre 2018 visite tecniche informative da parte di architetti e ingegneri, senza alcun onere per i richiedenti, ai quali, sulla base di alcuni semplici dati forniti, sarà data una stima sulla probabile classe di rischio sismico dell’immobile. Saranno anche illustrate le possibilità di interventi di mitigazione del rischio, finanziabili con l’incentivo statale Sisma Bonus.

L’iniziativa è stata presentata ieri, a Vicenza, nella sede della Provincia, che patrocina l’iniziativa assieme ai comuni del territorio che aderiscono, a cominciare dal capoluogo. Nella nostra città, tra l’altro si è concretizzata una esemplare sinergia tra gli ordini professionali e le amministrazioni pubblica, definita un modello da seguire a livello nazionale. Da segnalare anche l’incontro di oggi, 26 settembre, tra il ministro Toninelli e i rappresentanti del Consiglio degli ingegneri e del Consiglio degli architetti, proprio per rafforzare i contributi ed il supporto che i professionisti possono dare al governo, in un’Italia bisognosa di cure.

“Fin dai primi passi del nostro mandato – ha commentato Maria Cristina Franco, presidente della Provincia di Vicenza – abbiamo puntato l’attenzione sulla sicurezza dei nostri edifici. Ci siamo trovati con scuole di età media di 50 anni, spesso senza certificato di prevenzione incendi e bisognose di interventi. Nonostante le poche risorse finanziarie e il 56% di personale in meno, abbiamo continuato sulla strada della prevenzione, prima condizione per evitare al territorio conseguenze in caso di pericolo. Questo vale anche per l’antisismica. Vicenza è classificata zona 3, quindi non soggetta, se non sporadicamente, ad eventi sismici importanti, ma questo non ci può far dimenticare quanto sia importante diffondere la cultura e l’informazione tra i cittadini”.

“Credo che la nostra – ha aggiunto Ennio Tosetto, consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica – sia l’unica provincia che ha provveduto, non solo a una mappatura generale del suo patrimonio, ma anche a una mappatura di dettaglio degli edifici, a cominciare da quelli ammalorati. Fino ad oggi abbiamo investito 4,8 milioni di euro, di cui oltre due milioni per l’analisi dettagliata su quattro lotti, per un totale di 24 scuole. Ben 140 i manufatti da seguire, palestre, succursali e laboratori esterni compresi. E non è certo finita, l’analisi riguarda un edificio su tre”.

“Il nostro territorio – ha infine ricordato Massimo Di Girolamo, dell’Ordine degli ingegneri di Vicenza -, secondo la classificazione sismica del 2003 (con scala da 1 a 4, ove 1 è il grado di pericolosità sismica più elevato), ha gran parte dei comuni classificati in zona 3, ovvero a pericolosità medio-bassa, comunque pari a quella dei territori dell’Emilia Romagna colpiti dal terremoto nel 2012. Ciò non significa fare allarmismo, ma è, invece, diffondere conoscenza per aumentare la sicurezza: valutare il pericolo sismico, la vulnerabilità delle strutture, considerando anche l’alto numero di edifici storici del patrimonio nazionale, costruiti senza criteri antisismici, dunque più fragili”.

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