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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Pfas, si va verso la bonifica del sito Miteni?

Trissino – Si dovrebbe andare verso una bonifica, in tempi ragionevoli, del sito Miteni, l’azienda di Trissino ritenuta la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas in Veneto. Nella conferenza dei servizi che si è tenuta ieri infatti, i tecnici della Miteni e quelli della Regione Veneto hanno concordato sui risultati delle indagini idrogeologiche svolte nello stabilimento e si è stabilito che “vi sono ora le condizioni affinché l’azienda proponga entro sessanta giorni un piano di bonifica dei terreni e delle acque. Entro il 4 novembre – si legge in una nota diffusa dall’azienda trissinese – la Miteni presenterà il progetto di bonifica, assumendosi integralmente i costi di realizzazione”.

L’impegno economico della bonifica dovrà essere inserito nel nuovo piano industriale della Miteni, al vaglio del tribunale di Vicenza per via della procedura di concordato in continuità richiesta dall’azienda nello scorso mese di maggio. Miteni chiederà dunque al tribunale una proroga della scadenza fissata per metà settembre, in modo da inserire nel nuovo piano lo studio della bonifica e i relativi costi. Nel corso dell’incontro di ieri, Miteni ha anche evidenziato “che i controlli svolti a seguito delle contaminazioni rilevate nelle scorse settimane non hanno rivelato nessun problema sugli impianti”.

“Allo stato attuale – continua la nota di Miteni – l’ipotesi più plausibile che si sta verificando è che la realizzazione di carotaggi per la maglia 10×10 svolta ovunque nello stabilimento, nei mesi scorsi, per ricercare ipotetici rifiuti sotterranei, abbia creato delle falle nella superficie impermeabilizzante. Attraverso queste falle piccole quantità di contaminanti possono essere precipitate direttamente in profondità, visto che non vi sono tracce in superficie, e da qui sono entrate in contatto con i pozzi di monitoraggio. Poiché l’impermeabilizzazione dei suoli è stata immediatamente ricostituita, il rischio di ulteriori contaminazioni è stato eliminato e, nel contempo, si procederà con la ricerca dei punti in cui è avvenuta la precipitazione per eliminare ogni residuo dubbio sulle cause”.

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