Breaking News
Panoramica di Cortina d'Ampezzo
Panoramica di Cortina d'Ampezzo

Olimpiadi invernali 2026, sfuma la candidatura a tre

Venezia – Neanche due mesi fa avevamo dato la notizia del via libera del Coni alla candidatura italiana a tre per l’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026. Dovevano essere i giochi unitari di Torino, Milano e Cortina d’Ampezzo. Naturalmente era solo una candidatura, a decidere davvero sarebbe stato poi il Comitato Olimpico internazionale, ma intanto l’Italia, pur tra le solite divisioni e polemiche, sembrava aver trovato un linea comune, il desiderio di presentarsi uniti per essere più forte.

I più convinti della cosa sono sempre stati in Veneto. Le amministrazioni comunali di Torino e di Milano invece erano parse accettare l’idea obtorto collo, fin dall’inizio. Specialmente Torino è sembrata sempre insofferente, soprattutto isolata, ed ancora di più nelle ultime ore, tanto che i governatori di Veneto e Lombardia hanno anche pensato di andare avanti in due. Adesso tutto è tornato in alto mare, con il sindaco meneghino Giuseppe Sala che, tra l’altro, chiede anche un ruolo ed un’immagine preminenti per Milano.

Comunque, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, sembra non crederci più, ed oggi ha parlato di mancanza di spirito di collaborazione fra le tre città che dovrebbero candidarsi a sede delle olimpiadi, facendo definitivamente calare il sipario sulla candidatura olimpica a tre. C’era anche stato un botta e risposta polemico, ieri, tra Sala e Simone Valente, sottosegretario della presidenza del Consiglio per i rapporti con il Parlamento e responsabile dello sport per il Movimento 5 Stelle.

In realtà, non ci sembra che sia il caso di stracciarci le vesti per l’opportunità che forse è sfumata, dato che crediamo poco alla storia che ci viene troppo spesso raccontata, ovvero quella secondo la quale l’organizzazione di grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi, sia un’occasione di crescita per il paese. Questo può essere vero altrove, ad esempio in Germania, in Svezia, o in Francia. Nel Bel Paese, purtroppo, sappiamo bene invece che la crescita che i grandi eventi generano è soprattutto quella del fatturato dei “soliti noti”, e del sottobosco di valletti che raccolgono le briciole.

Non ci addentriamo però in queste valutazioni, per altro certamente non nuove. Dobbiamo invece dar conto delle considerazioni che ci giungono oggi, sulla situazione della candidatura italiana ai giochi 2026, da Alessandra Moretti, consigliera regionale del Partito Democratico, che in una nota parla di una “totale inadeguatezza del governo, incapace di non litigare su ogni cosa, compreso il futuro del Paese, come in questo caso”. Moretti fa anche una seconda considerazione, più concreta e pesante, secondo la quale ci sarebbe “nei miopi calcoli dell’esecutivo la volontà di riappropriarsi del tesoretto da 600 milioni messo a disposizione per le Olimpiadi”.

“In fondo – continua – è meglio prendere quello che c’è oggi, per alimentare la scarsa possibilità di vedere realizzate le impossibili promesse contenute nell’accordo di governo, invece che pensare a chi verrà dopo di noi. Perché mai questo scellerato governo sovranista dovrebbe essere così lungimirante da pensare al futuro degli italiani, all’occasione che perdiamo in termini di crescita economica e infrastrutturale, sviluppo sociale e ritorno di immagine? Meglio riprendersi tutti i soldi e metterli al sicuro per litigare un altro po’. Ladri di futuro, questo sono”.

“Spero che Zaia alzi la voce con il suo governo – conclude la consigliera regionale del Pd – perché il Veneto non può e non deve lasciarsi scappare l’opportunità, tanto più che, con le città rivali rimaste in campo, abbiamo reali chance di ottenere il titolo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *