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Mondiali ciclismo, Sbrollini: “Sconfitta bruciante”

Vicenza – Tra pochi giorni i vertici internazionali del ciclismo sceglieranno il luogo dove si terranno i Campionati mondiali di questo sport del 2020. Vicenza si è candidata da tempo, ed avrebbe avuto buone possibilità di spuntarla se avesse garantito per tempo la richiesta copertura finanziaria. Mancano infatti alcuni milioni di euro nella pratica della candidatura berica, soldi che, negli ultimi tempi, quando si trattava di raccogliere voti, la classe politica regionale, ma anche quella nazionale, aveva garantito sarebbero arrivati. Finora non è arrivato nulla invece, e ad organizzare i Mondiali di ciclismo 2020, salvo novità in zona Cesarini, sarà qualcun altro. Interviene sul tema la senatrice vicentina del Pd Daniela Sbrollini…

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Daniela Sbrollini
Daniela Sbrollini

E’ ormai quasi certo che il Mondiale di ciclismo del 2020 non si terrà a Vicenza. La prova in linea con partenza a Venezia, un giro per le terre trevigiane, poi il circuito finale sulle colline Beriche e arrivo nella nostra città sono stati per anni un bel sogno. Alcune persone si sono spese per anni, quasi cinque, spesso in silenzio, per ottenere questo giusto premio ad una città che di recentemente è stata Capitale europea dello sport.

Sarebbe una bella occasione (uso ancora il condizionale sperando che le cose cambino all’ultimo momento) di promozione turistica del nostro territorio veneto, ed in particolare della nostra città, una occasione attorno alla quale rilanciare nuovi entusiasmi attorno alla pratica sportiva ad alto livello e motivare i giovani a provare lo sport della bici, che può essere estremamente bello. Purtroppo  lavorare di relazioni nella penombra non significa non conoscere tutti i fatti e gli antefatti che stanno portando a questa che si annuncia come una sconfitta per Vicenza e per il Veneto.

L’allora ministro Lotti, titolare dello Sport nel governo Gentiloni, aveva sempre dato la disponibilità a sostenere la candidatura di Vicenza, garantendo anche gli adeguati finanziamenti. Non lo aveva materialmente fatto perché poneva due condizioni preliminari: la prima chiedeva che l’Amministrazione cittadina manifestasse un vero e forte interesse, cosa che è stata subito espressa; la seconda consisteva nell’impegno, concreto e non solo verbale, da parte della Regione Veneto a cofinanziare l’evento. E questo non è mai stato fatto.

Di rimando in rimando, le promesse verbali di Zaia non sono mai state confermate con atti amministrativi.. Lotti sosteneva che se il territorio non dimostra concreto interesse non c’è motivo perché lo faccia solo il governo centrale. E credo che nessuno possa contestare un atteggiamento del genere. Tra l’altro lo stesso Giorgetti, che ha la delega dello Sport oggi, sulla candidatura per le Olimpiadi ha lo stesso atteggiamento. Il territorio nicchia? Lo Stato dice arrangiati.

Su questi mondiali di ciclismo Zaia l’ha raccontata in un modo e si è, praticamente, comportato nel modo opposto. Non so se Zaia sia abituato così. Chiacchiere tante e realizzazioni poche. Certamente, sulla candidatura di Vicenza per il mondiale di ciclismo, finora si è comportato in questo modo. E ormai sembra che il tempo sia scaduto.

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