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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Miteni: “Mai parlato di dolo dei lavoratori”

Trissino – “Nessuno ha mai detto che i lavoratori siano responsabili dell’inquinamento da Genx. E’ una notizia falsa. In conferenza dei servizi si è preso atto che gli impianti di Miteni funzionano perfettamente e che non c’è nessuna falla o perdita che possa aver provocato la fuoriuscita di materiali, anche di quantità così piccole come quelle rinvenute. Tra enti e azienda si è discusso delle cause tecnicamente possibili alla luce della piena tenuta degli impianti”.

Esordisce così la Miteni, in una nota, diffusa oggi, nella quale fa le sue precisazioni nella polemica innescata nei giorni scorsi da un articolo del Corriere del Veneto che riportava dichiarazioni della dirigenza aziendale secondo le quali le fuoriuscite di Genx sarebbero da imputarsi ad una sorta di azione dolosa di alcuni dipendenti dello stabilimento trissinese. Parole che hanno subito provocato la levata di scudi del sindacato e la promessa di interessarne la magistratura da parte delle Rsu.

“Non c’è un problema ambientale – continua la Miteni -, stiamo parlando di quantità piccolissime, ma visto che tracce di GenX e C6O4 sono presenti in alcuni pozzi bisogna capire come ci sono arrivate. Tra le ipotesi, come aveva dichiarato anche Miteni, c’è la possibilità che, durante le perforazioni della caratterizzazione, una piccola quantità di materiale in modo tutto da spiegare sia finito in uno dei pozzi. Miteni non ha mai affermato che ci sia stato un atto doloso di un lavoratore, la polemica è assurda e priva di fondamento”.

“Un’altra ipotesi di cui si è parlato è la possibilità che le molecole si siano generate dai processi storici di elettrofluorurazione per poi essere  finite nei rifiuti rinvenuti nel 2017. Questa ipotesi è allo studio dei laboratori Miteni. Nel frattempo stiamo facendo ricerche aggiuntive sui terreni per capire meglio la distribuzione di queste molecole per dare maggiore fondamento alle varie ipotesi. Bisogna capire che cosa sia successo e lo scopriremo”.

L’azienda di Trissino conclude dicendosi convinta che i suoi l lavoratori siano persone molto preparate e che costituiscano “un patrimonio di competenza e di umanità che in una azienda di piccole dimensioni è un valore immenso. Dobbiamo stigmatizzare – avverte – i ripetuti tentativi, attraverso informazioni false o distorte che non provengono né da Miteni né dai suoi lavoratori, di interferire con il processo di accertamento dei fatti che possono avere il solo obiettivo di aumentare la tensione e quindi di allungare i tempi degli interventi o cercare di incidere ad arte sull’attività aziendale”.

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