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Musica corale ricordando Piergiorgio Righele

Malo – Ormai dal lontano 1998, nel mese di settembre, i Cantori di Santomio ricordano Piergiorgio Righele, fondatore del coro, nel modo che a lui piacerebbe di più e che ha insegnato a tanti: cantando insieme. Ed è così che è nata la rassegna di cori intitolata “Polifonia. Ricordando Piergiorgio Righele”, giunta quest’anno alla sua ventunesima edizione. L’appuntamento è per domani sera, sabato 29 settembre, alle 20.45, nel santuario di Santa Maria Liberatrice, che tutti a Malo chiamano Santa Libera. L’ingresso è libero.

Il coro ospite sarà il Coro polifonico San Biagio, di Montorso Vicentino, diretto da Francesco Grigolo. Nato nel 1984, è oggi una delle formazioni più apprezzate del panorama nazionale, vincitore di molti premi, tra cui spicca l’ultima edizione del Concorso polifonico nazionale “Guido d’Arezzo”, nel novembre 2017, dove l’ensemble vicentino si è aggiudicato il primo premio della categoria cori misti, il secondo premio (primo non assegnato) della  categoria ensemble vocali, il premio speciale per la miglior esecuzione di un brano rinascimentale, per il brano “Laudate Dominum”, di Giovanni Matteo Asola, e il premio speciale per la miglior esecuzione di una composizione contemporanea, con “O salutaris hostia”, di Mario Lanaro.

Questi ultimi due brani verranno proposti anche nel concerto di Malo, dove il coro porterà una ricca proposta musicale, che spazia dall’antico al contemporaneo. In programma, brani di Giovanni Matteo Asola (1524-1609), Pierre De La Rue (1452-1518), Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594), Tomàs Luis De Victoria (1548-1611), Claudio Monteverdi (1567-1643), Sergei Rachmaninov (1873-1943), Felix Mendelssohn (1809-1847), Ola Gjeilo (1978), Alessandro Kirschner (1972), Giorgio Susana (1975), Mario Lanaro (1957).

In apertura di concerto saranno invece i Cantori di Santomio a dare il benvenuto eseguendo il “Cantate Domino” di Francisco Guerrero (1528-1599), l’Ave Maria di Franz Liszt (1811-1886) e “Come una cerva” di Pier Damiano Peretti (1974), composto sull’ispirazione del celeberrimo “Sicut Cervus” di Palestrina e su una parafrasi del testo di Padre David Maria Turoldo.

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