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Esuli istriani partono alla volta dell'Italia
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“Linea Verde” sulle foibe, Ciambetti: “Esemplare”

Dopo l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, anche il presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, esprime il suo apprezzamento per la puntata di ieri della trasmissione di Rai Uno Linea Verde Estate, dedicata al Carso triestino, all’esodo istriano e alla tragedia delle foibe

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Venezia – L’inizio della trasmissione dedicata da Linea Verde Estate alla scoperta del Carso triestino è emblematica e rappresenta un modello di racconto esemplare per una televisione pubblica. Sono rimasto colpito dalla trasmissione: dalla balconata del Castello di Luino, con l’occhio della telecamera puntato sul Golfo di Trieste, la conduttrice Federica De Denaro ha iniziato spiegando come dalle coste istriane nel secondo Dopoguerra migliaia e migliaia di italiani furono costretti ad abbandonare le loro terre e la loro casa a causa delle persecuzioni e della pulizia etnica messe in atti dal regime comunista del maresciallo Tito.

Finalmente la Rai non attende il 10 febbraio per rendere giustizia ad una delle pagine più complesse e difficili della nostra storia. Non ha atteso il 10 febbraio per restituire dignità a tanti italiani sulle cui storie e dolore fu fatto scendere un silenzio impietoso. E lo ha fatto senza retorica, senza forzature, ma con garbo, intelligenza e coraggio, andando contro impostazioni culturali che hanno trasformato il servizio pubblico radiotelevisivo in uno strumento culturale ad usum Delphini.

La nostra televisione pubblica è in grado di sviluppare prodotti autonomi, non subalterni, né inferiori, a quelli imperanti nei format importati dall’estero. Sarebbe importante se la Rai riuscisse a valorizzare i propri talenti e, come oggi, mettersi al servizio di tutti e non solo di una parte politica che, tra l’altro, oggi appare minoritaria nel paese. Quello di oggi è stato un passo importante: l’Italia delle regioni e dai tanti popoli che la caratterizzano ha bisogno di una voce autorevole che sappia raccontare, oltre al folklore e all’enogastronomia, la realtà di un paese la cui ricchezza nasce proprio da forti identità locali, ciascuna con una storia, una lingua e vicende peculiari che non possono essere a lungo negate o, peggio, censurate.

La Regione del Veneto da tempo ha avviato una politica di promozione anche di film che raccontano la nostra realtà: penso a pellicole di rara intensità come il “Leone di vetro”, di Salvatore Chiosi, oppure a “Rosso Istria”,  di Maximilliano Hernando Bruno, dedicato alla figura di Noma Cossetto, presentato in anteprima a margine del Festival del cinema di Venezia.  Se questi film avessero il sostegno di una giusta distribuzione, in molti scoprirebbero pagine di storia nascoste e mai divulgate, con la forza e la capacità che hanno sia la settima arte sia il mezzo televisivo”.

Roberto Ciambetti – Presidente del consiglio regionale del Veneto

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