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L’Europa dice sì alle sanzioni contro Orban

Bruxelles – “Le sanzioni contro Orban e l’Ungheria votate dal Parlamento Europeo sono una pagina bruttissima per la democrazia e l’intera Europa. Orban è vittima di uno squallido agguato politico orchestrato dalla sinistra filo immigrati e dalle lobby di potere della Ue. Che una parte consistente del Ppe si sia prestata a questo linciaggio politico contro uno dei suoi leader, è sotto gli occhi di tutti: spero che Orban, dopo questo affronto, molli il Ppe ed entri a far parte del nuovo blocco identitario e sovranista che stiamo costruendo in vista delle Europee del 2019”.

Viktor Orban
Viktor Orban

A parlare così è Mara Bizzotto, europarlamentare vicentina e capogruppo della Lega al Parlamento Europeo, che continua parlando di un voto, quello di oggi su Orban, che “crea un precedente pericolosissimo. Dopo l’Ungheria di Orban e la Polonia di Kaczyński e Morawiecki – continua -, nei prossimi mesi la sinistra e la Ue metteranno nel mirino anche l’Italia ed il nostro governo. Non so se gli amici 5 Stelle hanno compreso questo rischio”.

Di segno diametralmente opposto, naturalmente, è invece il commento che arriva dal Pd al voto europeo contro l’Ungheria e le politiche sovraniste del suo uomo forte. “Finalmente uno scatto d’orgoglio da parte dell’Unione Europea – chiosa il capogruppo Pd in consiglio regionale Stefano Fracasso -, che oggi ha votato favorevolmente in seduta plenaria per la procedura di infrazione nei confronti dell’Ungheria, dopo che il Parlamento Europeo aveva stilato una serie di violazioni da parte dello Stato guidato da Orban, che vanno dalla soppressione delle libertà religiose alla cancellazione dei media indipendenti, dalla corruzione alla discriminazione verso le minoranze. Una scelta che isola nuovamente la Lega di Salvini, che proprio qualche settimana fa aveva incontrato il leader ungherese e che era stato definito da quest’ultimo eroe e compagno di avventure“.

“Il voto di oggi – continua Fracasso – ribadisce nuovamente come non è quello ungherese il modello da seguire. A Salvini sembra piacere tanto, ma uno Stato come il nostro deve saper alzare lo sguardo e lavorare con tutti i Paesi europei perché le sfide italiane diventino sfide europee. Le accuse approvate oggi in seduta plenaria all’alleato di Salvini – che non accetta la redistribuzione dei profughi e quindi ostacola la politica europea di solidarietà – non sono temi di secondo piano, ma anzi, sono dei capisaldi che ogni Paese democratico dovrebbe rispettare. Accuse avallate anche dall’alleato 5 stelle che oggi si è espresso a favore delle sanzioni”.

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