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Imprese, cala la fiducia nello stato dell’economia italiana

Vicenza – Brusco calo di fiducia, tra gli imprenditori vicentini, nello stato di salute dell’economia italiana. E’ quanto emerge da una indagine di Confindustria Vicenza sulle aziende associate. Tra l’altro l’indice della fiducia a sei mesi è negativo per la seconda volta consecutiva, essendosi la tendenza già manifestata nelle rilevazioni dell’aprile scorso. Ora è la rilevazione di luglio che conferma l’inversione di tendenza.

“Il confronto con gli indicatori Ocse di riferimento mostra che un certo raffreddamento nel sentiment è presente in senso più generale in Italia e nei principali Paesi europei”, spiega il professor Andrea Beretta Zanoni, ordinario dell’Università di Verona, che dal 2015 elabora i dati trimestrali con l’indice previsionale denominato Liv Indicator.

“Tuttavia – ha aggiunto Beretta Zanoni , come già avvenuto in passato, il Liv mostra un livello di sensibilità molto alto rispetto a qualsiasi confronto. In luglio, la valutazione sullo stato dell’economia ad oggi registra infatti un peggioramento rispetto a quanto emerso al termine del primo trimestre dell’anno, passando da +8,9 a +4,3. Il giudizio complessivo, pur rimanendo in area positiva, subisce un calo di quasi cinque punti percentuali, marcando ulteriormente una linea di tendenza chiara fin dai mesi scorsi (ad aprile il calo era stato dello 0,9)”.

“Inoltre, il sentiment sullo stato di salute dell’economia a sei mesi mostra un calo di fiducia ancora più drastico. Se in aprile l’indice si era attestato in zona negativa per la prima volta da luglio 2017 (passando dal +8,9 al -2,3), l’ulteriore peggioramento del mese di luglio fa segnare un valore negativo che arriva al -9,2”.

Più nel dettaglio, a livello di specifiche variabili, la rilevazione di luglio sul sentiment a sei mesi risulta sopra la soglia di equilibrio. Tuttavia, per tutte le variabili, si nota un calo molto deciso rispetto all’ultima rilevazione. In particolare il portafoglio ordini Italia passa da 8,0 a 0,8, il portafoglio estero da 17,3 a 12,8, e risultano in contrazione anche le previsioni su investimenti e occupazione che passano rispettivamente da 11,3 a 9,6 e da 16,5 a 13,0.

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