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Il Veneto fa rete contro la violenza sulle donne

Il Veneto fa rete contro la violenza sulle donne

Venezia – Un accordo quadro per fare rete nell’opera di prevenzione della violenza sulle donne e nel sostenere le vittime, sia le donne che i minori. Questo il significato del protocollo regionale presentato nei giorni scorsi in Regione dall’assessore veneto al sociale, Manuela Lanzarin, a sindaci, dirigenti delle Ulss, responsabili dei servizi territoriali, associazioni e volontari.

“Il Veneto – ha premesso l’assessore Lanzarin – ha una buona legge per prevenire la violenza di genere, e un’ottima rete di strutture e di servizi pubblici e privati per proteggere le donne, con indici di copertura superiori alla media nazionale. C’è un centro antiviolenza ogni 120 mila donne e un punto di primo ascolto ogni 63 mila donne. Il passo successivo è mettere in rete le esperienze esistenti ed estendere le buone prassi a tutto il territorio regionale, in maniera omogenea. E’ questo il significato dello schema di protocollo che affidiamo ai 21 ambiti territoriali:  un documento che specifica chi fa che cosa, che dettaglia compiti e funzioni dei diversi soggetti coinvolti”.

La definizione del protocollo degli interventi è previsto dalla legge regionale 5/2013 in materia di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne. La legge disegna un ruolo attivo della Regione del Veneto, impegnandola a  “consolidare ed estendere la rete territoriale istituzionale dei soggetti e dei servizi, favorendo la messa in comune di informazioni, buone pratiche ed esperienze formative attraverso la stipula di accordi tra istituzioni, servizi e soggetti pubblici e privati senza finalità di lucro”.

La sottoscrizione dei protocolli territoriali, di validità triennale, vincola alla collaborazione reciproca Ulss, Pronto soccorso, consultori familiari, medici, gestori dei centri antiviolenza, prefetture, procure, tribunali, forze dell’ordine, avvocati, comuni, province e città metropolitana, uffici scolastici territoriali. Il protocollo, che sarà declinato in modo autonomo nei diversi territori, secondo le specifiche esigenze.

“Con questo ulteriore tassello di responsabilizzazione territoriale – ha concluso l’assessore – la Regione mette a sistema e potenzia la rete regionale degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Sosteniamo inoltre il grande lavoro dell’associazionismo, dei volontari e degli operatori dei servizi pubblici e privati con un finanziamento annuo di 500 mila euro, che spero possa essere incrementato nel 2019.  Siamo fiduciosi che anche il governo possa dimostrare analoga sensibilità, accelerando  l’erogazione dei fondi già ripartiti e rifinanziando il piano nazionale di prevenzione e contrasto alla violenza di genere”.

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