Breaking News
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)
Venezia, Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale - Foto: Alma Pater (CC)

Lanzarin: “Aiuto alle donne che denunciano violenze”

Venezia – “Ancora una donna uccisa dal compagno, peraltro già noto alle forze dell’ordine e alla magistratura e sottoposto a misure restrittive per violenze contro la propria compagna. A meno di un mese dal femminicidio di Cavarzere, la strage delle donne vittime di violenza in famiglia è un dramma che sembra non aver fine in Veneto”.

C’è amarezza e preoccupazione in questo commento di Manuela Lanzarin, assessore al sociale della Regione Veneto con delega alle politiche di prevenzione della violenza contro le donne, all’ennesimo grave episodio avvenuto oggi a Lonigo, dove un quarantenne  ha ucciso a colpi di pistola la moglie per poi darsi alla fuga. L’omicida risultava dallo scorso luglio evaso dagli arresti domiciliari, misura disposta dall’autorità giudiziaria, insieme al divieto di avvicinamento, proprio per violenze contro la sua compagna.

“Questa volta – fa notare l’assessore – non possiamo imputare la tragedia al silenzio della donna. La vittima di violenza aveva chiesto invece aiuto e protezione, tanto da far condannare il suo persecutore. E purtroppo le misure cautelari si sono rivelate insufficienti, o forse inadeguate. Credo sia necessaria una riflessione sul modo migliore di proteggere la donna che ha il coraggio di denunciare e di uscire dal silenzio.”

“Solo lo scorso anno, in Veneto, – prosegue Lanzarin –  tredici donne sono state assassinate in ambito domestico, più di una al mese. Un  numero inaccettabile per una società civile e per la nostra coscienza. La Regione e lo Stato stanno investendo molto in campagne di sensibilizzazione e di aiuto, nel rafforzare la rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, nel formare le cosiddette sentinelle del territorio (dagli operatori sociali, ai medici e ai farmacisti, dagli operatori di pronto soccorso ai vigili e alle forze dell’ordine) per affiancare le donne vittime di violenza e per sostenerle. Ma questo importante lavoro di costruzione della rete, unito anche al lavoro educativo e informativo nelle scuole e nel territorio, deve trovare sponda anche in leggi e in procedure di tutela della donna, più attente e severe”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *