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Un taser di tipo militare, dispositivo che usa l'elettricità per paralizzare i il soggetto colpito
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Decreto sicurezza, il plauso di Zaia e delle destre

Venezia – “Una vittoria della legalità e della gente per bene. Cambia la musica. Ora pancia a terra e applicarlo fino in fondo”. Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha espresso la sua soddisfazione per l’approvazione del Decreto sicurezza da parte del governo, “con il quale – ha sottolineato – si concretizza un preciso impegno preso con i cittadini”. Secondo il governatore “si va, finalmente, nella direzione di applicare con rigore le regole della legalità, scandote con chiarezza e certezza a tutela dei cittadini”.

“E’ la strada giusta – ha aggiunto Zaia -, anche se può sembrare una cosa strana in un paese abituato da troppo tempo ad avere molte regole, ma ad applicarne poche e spesso male. In questa scelta del governo e del ministro dell’Interno Salvini troviamo con soddisfazione alcuni princìpi che erano alla base di tante battaglie condotte, anche in Veneto, per l’affermazione della legalità

Anche il portavoce del comitato PrimaNoi Alex Cioni, definisce positivo, almeno nel suo complesso, il decreto varato ieri dal governo “perché pone finalmente una stretta alla pratica della distribuzione dei permessi di soggiorno a soggetti giunti in Italia da clandestini pagando profumatamente dei trafficanti di esseri umani”.

“Sull’abolizione della protezione per motivi umanitari – osserva Cioni – si poteva forse fare di più, in quanto sarà concessa sotto falso nome nella misura in cui saranno appurate esigenze particolari di carattere umanitario, con il rischio che i giudici che valutano i ricorsi dei migranti proseguano nella sostanza con la pratica di questi anni. Vale dire disconoscendo le decisioni delle commissioni ministeriali che avevano negato il riconoscimento dello status umanitario”.

Quanto al progetto Sprar, “sono anni – ricorda il portavoce di PrimaNoi – che denunciamo inascoltati l’uso improprio del sistema di accoglienza dei comuni, in quanto è stato pensata per favorire un processo di integrazione e di inserimento lavorativo e sociale dei rifugiati, non per accogliere e distribuire nei territori le migliaia di migranti economici arrivati in questi anni, i quali nella stragrande maggioranza dei casi hanno millantato status fasulli pur di farsi pagare il vitto e l’alloggio dai contribuenti italiani”.

Positivo il giudizio del comitato anche sull’ampliamento, previsto dal decreto, della platea dei reati che porteranno all’automatico diniego della richiesta di asilo o alla revoca dello stesso, qualora il migrante l’abbia già ottenuto. Per il comitato PrimaNoi, “finalmente passa il messaggio che chi chiede asilo non può delinquere”.

“Fermo restando – conclude Cioni – che il modo migliore per evitare di trovarci nella situazione di questi ultimi anni è quello di bloccare le partenze dei clandestini dalle coste africane, riteniamo sia indispensabile agire con celerità affinché in Veneto, come in ogni altra regione italiana, siano costruite delle strutture appropriate per trattenere i clandestini e tutti coloro che hanno un procedimento di espulsione in corso. Come sappiamo bene anche a Vicenza e in qualsiasi altra città del Veneto, quei soggetti che non vengono espulsi immediatamente, e nemmeno trattenuti nei centri di espulsione a causa dei pochi posti letto a disposizione”.

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