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Decreto Salvini, Fracasso: “Un errore togliere lo Sprar”

Venezia – “Voglio leggere il decreto del ministro dell’Interno senza pregiudizi ideologici. Perchè l’ideologia non aiuta a trovare soluzioni credibili, concrete ed efficaci rispetto a un fenomeno di portata così rilevante.  Lascio da parte per un momento anche la questione della chiusura del soccorso in mare e della chiusura dei porti. Stiamo alla misure per chi chiede asilo. Più severità per chi delinque è un principio sacrosanto ma sulla rete Spar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), Salvini sta prendendo un granchio”.

Sono le parole con cui il capogruppo del Pd nel consiglio regionale del Veneto, Stefano Fracasso, interviene sul decreto sicurezza voluto dal vicepremier e ministro dell’ìInterno, che prevede, tra le altre cose, l’abolizione della rete Sprar per i richiedenti asilo e i rifugiati.

“Lo Sprar infatti – sottolinea Fracasso – è un modello chem a detta di molti sindaci e amministratori che vi hanno aderito, funziona in maniera precisa e trasparente, e permette ai richiedenti asilo di entrare in percorsi formativi e lavorativi che producono una vera integrazione. Percorsi che non prevedono solo il vitto e l’alloggio, ma che invece stimolano i richiedenti asilo ad integrarsi in maniera seria e propositiva, grazie alla collaborazione tra enti comunali, associazioni no profit e privati. Una rete che infatti non ha permesso ai furbetti della gestione dei profughi di insinuarsi”.

“Nel Veneto – continua il capogruppo Pd – questa scelta potrebbe portare oltre 20 progetti ordinari a venir meno, pari a 721 posti disponibili, che equivalgono a 167 nel solo vicentino, 211 nella provincia di Padova, 172 a Venezia, 64 a Treviso, 54 a Verona, 35 a Rovigo e 18 a Belluno. Se l’alternativa sono i grandi centri dove ammassare tanti profughi siamo sulla strada sbagliata. Su oltre 784 posti singoli totali infatti, sono solo 63 quelli dedicati ai minori, che verrebbero mantenuti nel decreto”.

“Perché – conclude Fracasso –  affossare quel che funziona bene? Il Ministro insiste su quel 60% di richiedenti asilo che non hanno i requisiti, ma non si dimentichi di quel 40 % che invece fugge realmente da situazioni disperate di violenza, fame, guerra”. In questa pagina i dati regionali della Rete Sprar. In quest’altra invece i dati suddivisi per provincia e per comune.

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