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Cub Vicenza: “No al taser alla polizia locale”

Vicenza – “Sempre più spesso i sindaci abusano del ruolo sottopagato dell’agente di polizia locale per affidargli compiti di ordine pubblico e attività di prevenzione di atti di terrorismo durante le manifestazioni, concerti, iniziative sportive o altro. Gli agenti  sono impropriamente impiegati in funzioni che sono invece della polizia di Stato, sono privi delle più elementari tutele giuridiche, economiche e previdenziali rispetto ai colleghi statali. Rappresentano manovalanza a basso costo che viene utilizzata in sostituzione degli organici sempre più esigui dello Stato”.

E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dal sindacato di base Cub di Vicenza, e formata da Veronica Dalla Pria, rappresentante Cub della polizia locale del capoluogo berico. Non usa mezzi termini dunque la sindacalista per porre l’accento sul fatto che il personale di Pl non ha alcuna preparazione specifica per funzioni di questo tipo. “Infatti – ricorda – l’articolo 16 della legge 121/1981 dice che ai fini della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, oltre alla polizia di Stato sono forze di polizia, l’Arma dei carabinieri, il corpo della Guardia di Finanza, il corpo degli Agenti di custodia ed il Corpo forestale, con evidente esclusione della polizia locale e anche dei vigili del fuoco”.

Ruolo fondamentale invece per la polizia municipale è quello di far rispettare il codice della strada, assicurare servizi di polizia amministrativa, di polizia annonaria, di polizia edilizia e di polizia ambientale. La Cub inoltre denuncia la spregiudicatezza del governo nel dare il via libera all’uso del taser anche agli operatori di polizia locale. “Si tratta – sottolinea Dalla Pria – di un’ulteriore arma che viene presentata come non letale ma che in realtà ha già provocato una lunga scia di morte, in particolare in persone cardiopatiche e con problemi di salute”.

“Nessuna tutela normativa – conclude -, economica e previdenziale, è garantita agli agenti di Pl per attività di antiterrorismo e di ordine pubblico. Per questo motivo invitiamo i lavoratori dei comandi di polizia locale a non chinare la testa e a denunciare pubblicamente questi abusi. Basta con la propaganda politica sulla pelle degli operatori”.

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