sabato , 17 Aprile 2021

West Nile, Bartelle (M5s) critica con la Regione

Venezia – “Quanto sta facendo la regione Veneto è  importante per tamponare l’emergenza West Nile, ma è sicuramente fuori tempo massimo”. Lo scrive in una nota la consigliera regionale pentastellata Patrizia Bartelle, al riconoscimento dello stato di emergenza sanitario da parte della regione Veneto, dopo i 105 contagiati dalla zanzara Culex Pipiens e i 5 morti. “Si è deciso – scrive la consigliera –  di erogare  solo 500 mila euro per il piano straordinario di disinfestazione che potrebbe  prendere il via ai primi di settembre. Cifra che si rivelerà assolutamente insufficiente per qualsiasi intervento reale sul territorio regionale”.

Patrizia Bartelle
Patrizia Bartelle

“Il mio intervento – aggiunge Bartelle – non vuole essere polemico, in un momento in cui stiamo contando ancora i decessi per un allarme sanitario non valutato in maniera adeguata. Voglio invece  porre l’accento su chi già partecipò alla stesura di un primo studio sul contenimento della diffusione delle zanzare, sostenuto dalla  Cariparo (Cassa di risparmio di Padova e Rovigo), dall’Ente parco del Delta del Po e promosso dall’azione sinergica tra il Consorzio di bonifica, l’università di Padova, l’istituto agrario di Sant’Apollinare, le Ulss 18 e 19 (ora Aulss 5 Polesana), Ipla (Istituto per le piante da legno e l’ambiente) di Torino e dalla provincia di Rovigo”.

”Dallo studio effettuato in rete sinergica tra i vari soggetti citati, – spiega Bartelle – maturò il Plz, ovvero il Progetto pilota di lotta alle zanzare nella provincia di Rovigo, dal quale funzionari e dirigenti dei vari enti interessati, potevano attingere a piene mani da anni. Tra questi anche chi  nel corso del consiglio comunale aperto del comune di Rovigo e alla conferenza dei sindaci della provincia di Rovigo, bacchettò i sindaci presenti, stupendosi del fatto che non possedessero almeno mille euro per effettuare interventi adulticidi”.

Il Plz, di fatto presentato pubblicamente nel 2009 a Rosolina Mare, – puntualizza Bartelle – era la base sulla quale lavorare per realizzare un piano di prevenzione coordinato dalla Regione Veneto, che avrebbe  impedito la diffusione del virus tra la popolazione, diffusione che ora la Regione vuole invece contrastare con azioni a spot nel territorio. Sarebbe auspicabile  un’azione di monitoraggio  tra i cittadini per comprendere la reale estensione del contagio tra la popolazione che non ha ancora manifestato la fase acuta del West Nile”.

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