martedì , 20 Aprile 2021
Daniele Ferrarin (a sinistra) e Francesco Di Bartolo
Daniele Ferrarin (a sinistra) e Francesco Di Bartolo

Partiti, nasce anche a Vicenza Italia in Comune

Vicenza – Si è costituita anche a Vicenza una sezione locale di Italia in Comune, partito fondato dal sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, e da quello di Cerveteri, Alessio Pascucci. Presidente della sezione vicentina è stato eletto Daniele Ferrarin, già consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. E’ lui stesso a renderlo noto oggi, assieme a Francesco Di Bartolo, che nella primavera scorsa doveva essere il candidato sindaco del capoluogo berico per i pentastellati, cosa che invece non è avvenuta perché non è arrivato il via libera all’uso del simbolo dai vertici di M5s.

Quella vicenda, tra l’altro, non è stata ancora spiegata, e resta una bella ed inquietante macchia nella credibilità di un movimento che chiede trasparenza salvo poi agire d’imperio e non usarla in casa propria. A parte questo comunque, i fuoriusciti pentastellati cominciano evidentemente ad essere tanti e, assieme ad altri, anche ad organizzarsi nel panorama politico italiano.

“Dopo la convention di Roma del 3 dicembre scorso – spiegano nella nota di oggi Ferrarin e Di Bartolo – alla presenza di oltre 400 amministratori giunti da tutte le Regioni, Italia in Comune è diventato un partito. L’obiettivo degli oltre duecento sindaci che hanno aderito al progetto, è quello di portare l’esperienza e l’approccio concreto degli enti locali nel panorama nazionale. Un partito quindi che nasce dai territori e punta a mettere al centro le persone e le comunità”.

“I principi ispiratori di Italia in Comune – continuano i due esponenti politici – sono quelli della Costituzione repubblicana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Il nuovo partito si propone come forza aperta al cambiamento e che promuove l’attivismo e la partecipazione di tutte le forze sociali e individuali, al di là delle ideologie che muovono i vecchi apparati partitici tradizionali”.

“Ciò che ci unisce – è scritto nella Carta fondativa del nuovo partito – è l’idea di una cittadinanza attiva, libera e partecipe il cui battito vitale viene ritmato da diritti e doveri. I diritti sanciti nella Costituzione, i doveri dello spirito civico e civile. Il cammino che ci proponiamo è di migliorare la qualità della vita e la qualità urbana, opponendoci allo stravolgimento urbano e alla cementificazione fine a sé stessa”.

“L’idea di società alla base del nuovo partito è quella di una società che non dimentichi nessuno e nella quale la valorizzazione delle competenze e delle potenzialità ritorni ad essere strumento principe della crescita sociale. Nella carta è anche scritto che è possibile e necessario valorizzare talenti e meriti salvaguardando le esigenze dei più deboli: l’uguaglianza è nei diritti e nelle possibilità, la differenza è nel genio e nell’intuizione. L’aiuto e la vicinanza (delle istituzioni come dei singoli o delle associazioni) diventano un dovere giuridico e morale, l’assistenzialismo un rischio da evitare. Senza lasciare indietro nessuno”.

“In campo economico e sociale – concludono Ferrarin e Di Bartolo – il nuovo partito pone al centro lo sviluppo e la sostenibilità. Pubblico e privato devono e possono collaborare al progresso economico e umano della società promuovendo il benessere individuale e quello collettivo. È necessario far ripartire le forze produttive italiane e ridare slancio all’occupazione, soprattutto quella giovanile”.

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