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Recoaro ed il suo Stabilimento termale - Foto: Lucamenini (creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en)
Lo stabilimento termale di Recoaro in una immagine d'archivio - Foto: Lucamenini (CC 3.0)

“Terme di Recoaro abbandonate dalla Regione”

Venezia – “Da vent’anni manca una strategia per il recupero delle terme di Recoaro. La Regione Veneto va avanti con promesse che poi si scontrano con una realtà dei fatti che è poi ben diversa. Per garantire un futuro non è possibile affidarsi al volontariato, ma serve un’azione politica che possa guidare e sostenere nella progettazione tutti gli interventi necessari per una vera ripartenza. Altro che prima i veneti, gli imprenditori non si aiutano con una pacca sulla spalla”.

Sono parole di Cristina Guarda, consigliera regionale della Lista Amp, che va all’attacco della giunta Zaia sul tema del rilancio del complesso termale di Recoaro dopo la riapertura della manifestazione di interesse con un anno di anticipo rispetto al previsto.

“Già all’inizio di questa legislatura – ricoirda Guarda – denunciavo come le scelte della Regione fossero dannose. Nonostante ciò i cittadini di Recoaro si sono dati da fare rimboccandosi le maniche, è stata costituita una società, non senza difficoltà, hanno attivato un servizio di volontariato per far funzionare le terme sopperendo alle mancanze del gestore, una partecipata dalla Regione Veneto, colpevole di aver abbandonato il complesso al declino. La Lega si era presentata in pompa magna alla riapertura delle terme sotto la guida della società locale, ma adesso la Regione riapre la manifestazione di interesse. Tuttavia se non mette un euro, non supporta e non aiuta, siamo a un punto morto”.

“Le terme – conclude la consigliera regionale veneta – non potranno tornare a rifiorire esclusivamente grazie al volontariato. E d’altronde l’imprenditoria locale difficilmente riuscirà a sfondare se la funzione delle terme si riduce a servizi convenzionati con le Asl e poco più: serve certezza per la sostenibilità economica delle prossime stagioni. In tutto questo dov’è Zaia? I ritardi e le incongruenze tra promesse e realtà non sono più giustificabili”.

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