venerdì , 26 Febbraio 2021
Il pattugliatore della Guardia Costiera “Diciotti” - Foto Arpat (CC BY-SA 2.0)
Il pattugliatore della Guardia Costiera “Diciotti” - Foto Arpat (CC BY-SA 2.0)

Migranti della Diciotti a Malo. Insorge PrimaNoi

Malo – Continuano in Italia le polemiche per lo sbarco di migranti dalla nave Dicotti, della Guardia costiera. Come è stato detto più volte, i migranti saranno in buona parte ripartiti tra alcuni paesi europei, nello specifico Irlanda e Albani, mentre del resto si farà carico la chiesa cattolica. E in questo senso vi sono aperture anche nel vicentino, con il parroco di Malo, ad esempio, che ha dato la sua disponibilità, e dovrebbero arrivarne alcuni. Naturalmente non mancano le solite voci contrarie a tutto questo, che non vogliono proprio sentire parlare di accoglienza e aiuto al prossimo in difficoiltà. Tra queste c’è quella del comitato PrimaNoi, da sempre insofferente verso la presenza di immigrati sul nostro territorio.

“Il parroco di Malo – scrive oggi in una nota il coordinatore di Prima Noi, Alex Cioni – fa certamente il suo mestiere di prete quando diffonde i sermoni dal pulpito della sua chiesa. Aprire le porte della cononica invece è un atto politico. Nessuno mette in discussione il valore positivo e universale dell’accoglienza, anche se una cosa sono le enunciazioni di principio e la morale cattolica, altra cosa è la gestione di problemi a cui in taluni casi servono risposte decise che possono sembrare ciniche ma che risultano necessarie per conservare la sicurezza e il precario equilibrio sociale di una comunità”-

“Ha mai pensato don Tassoni – continua Cioni – che l’accoglienza che sostiene acriticamente provoca disgrazie, anche agli stessi africani e quel martoriato continente? Grazie alla politica delle porte aperte del vecchio governo, sospinto dal beneplacito di Papa Bergoglio, sono entrati nel territorio nazionale centinia di migliaia di soggetti dei quali molti hanno contribuito e contribuiranno ad ingrossare le file del crimine organizzato. Non le dice nulla la mafia nigeriana che anche qui da noi gestisce la rete dello spaccio e della prostituzione usando come manodopera quei migranti arrivati da clandestini negli ultimi anni e ospitati nei vari centri d’accoglienza tra cui le canoniche? Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il buon parroco degli spacciatori, dei ladri, dei violentatori, degli assassini e di tutti quei delinquenti che riempiono le nostre città”.

Il comitato fa riferimento ai dati diffusi dal Ministero dell’Interno sui reati commessi in Italia nel 2018. “Da essi – sottolinea PrimaNoi – emerge che, nei primi sei mesi del 2018, sono state denunciate o arrestate 429.506 persone, di cui 136.876 stranieri (il 31,9% del totale). Secondo l’Istat la popolazione straniera in Italia si aggira intorno all’8%. Ma tra i criminali la percentuale sale fin quasi al 32%. L’anno scorso, sempre nei primi sei mesi, le persone denunciate o arrestate erano state 464.784, di cui 127.264 stranieri (il 27,4%).

Secondo Cioni questi dati dimostrano che “è stato poco saggio distribuire nei territori soggetti di cui non si sapeva nulla, mentre le loro domande di asilo erano ancora in attesa di valutazione. Se è comprensibile – conclude – che un parroco si lasci andare alla demagogia ecumenica, non si può pretendere che un amministratore pubblico faccia lo stesso. Sarebbe una licenza che denota un approccio ideologico e pressapochista, oltre che irresponsabile verso i suoi concittadini”.

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