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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Indipendentisti veneti solidali con i gruppi No Pfas

Dal movimento Indipendenza Veneta della città di Vicenza e della Valle Agno riceviamo e pubblichiamo l’intervento che segue, nel quale il gruppo politico indipendentista dà il proprio sostegno ai movimenti No Pfas, che nei prossimi giorni faranno un presidio davanti alla Procura di Vicenza per chiedere una soluzione drastica di bonifica dell’area inquinata da sostanze perfluoroalchiliche. Indipendenza veneta stigmatizza anche “l’atteggiamento di certi imprenditori (purtroppo veneti) che in nome del guadagno hanno distrutto questo territorio”

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Vicenza – Le aree Vicenza città e Valle Agno di Indipendenza veneta sono solidali con il movimento No Pfas nel sit-in in programma da venerdì 24 a martedì 28 agosto, in accordo con la sua filosofia che da sempre pone al centro della sua azione il crescere in armonia con l’ambiente (produrre senza inquinare deve essere un caposaldo per la difesa delle terre venete). Per arrivare alla verità sul vicenda della contaminazione da Pfas, sollecitiamo gli organi competenti a dare risposte certe ai residenti delle zone interessate, sperando che questa volta si arrivi ad individuare e punire i colpevoli a differenza di quanto è avvenuto negli anni passati quando i reati ambientali sono spesso finiti in prescrizione o archiviati.

Certamente una grossa responsabilità grava su chi, negli anni ’60, ha dato il permesso di costruire, su una zona di ricarica di una falda acquifera, quello che era allora lo stabilimento Rimar (acronimo di Ricerche Marzotto), e successivamente la Miteni (acronimo di Mitsubishi-Eni), azienda che lavora sostanze perfluorurate (e non solo). A maggior ragione, visti i recenti ritrovamenti di nuove sostanze come il GenX, si è avuta la dimostrazione che qualsiasi perdita di sostanze prodotte in quel sito finisce inevitabilmente in falda. Lì non può dunque essere presente un’industria di questo tipo.

La responsabilità va però anche attribuita a quegli imprenditori che hanno pensato ai loro guadagni fregandosene dell’ambiente e, di conseguenza, della salute dei veneti, dato che la correlazione tra la tutela dell’ambiente e la salute umana è una proporzione diretta, semplicemente differita nel tempo. D’altro canto non può sorprendere che a costruire quello stabilimento negli anni ‘60 sia stato lo stesso gruppo industriale che spesso si rivela in sintonia con lo Stato centrale, non mancando di darne ripetutamente dimostrazione ad esempio con la presa di posizione contro il referendum sull’autonomia del Veneto dello scorso 22 ottobre.

Indipendenza veneta Vicenza città e Indipendenza veneta Valle Agno chiedono che sia dato il via con urgenza al progetto di fornitura idrica con l’approvvigionamento da zone non inquinate, ricordando quanto questo territorio ha dato in termini di fiscalità allo stato centrale. La salute è un nostro diritto e preservare e tutelare l’ambiente in cui viviamo un nostro dovere. Serve dunque una sentenza che porti all’obbligo della bonifica dell’area in tempi rapidi, con fondi privati a carico dell’International Chemical Investors Group, proprietario della Miteni. Riaffermando se ancora ci fosse bisogno il concetto che chi inquina paga.

Michele Tittonel – Coordinatore Indipendenza veneta Vicenza città
Simone Gentilin – Coordinatore Indipendenza veneta Valle Agno

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