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Confindustria: “Costi record per l’energia”

Vicenza – “Nei mesi estivi i mercati energetici hanno subito importanti sollecitazioni, che hanno condotto a un incremento significativo dei costi di gas e elettricità. Mai prima d’ora, considerando il medesimo periodo di riferimento, si era assistito a un simile rincaro”. Sono parole di Carlo Brunetti, presidente di Energindustria, il consorzio promosso da Confindustria Vicenza che opera nel mercato libero dell’energia.

“A determinare la situazione attuale – aggiunge il direttore di Energindustria, Leonardo Zampiva, – sono vari fattori concomitanti. Se in passato i mercati dell’energia erano legati in maniera quasi del tutto esclusiva all’andamento del prezzo del petrolio, oggi dobbiamo confrontare con l’impennata dei costi per i diritti di emissione di Co2 in seguito alla riforma del sistema di scambio di quote di emissione (Ets – Emissions Trading Scheme) della Ue”.

“La revisione della direttiva Ets – continua Zampiva -, che si pone l’obiettivo di ridurre di almeno il 40% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, prevede infatti una progressiva ma massiccia diminuzione del numero di quote di emissione di Co2. Questo aspetto non ha quindi mancato di ripercuotersi sui prezzi dell’anidride carbonica, che si attestano oggi attorno ai venti euro per tonnellata (lo scorso anno erano sotto i dieci euro), ma che, outlook attendibili, danno in ulteriore ascesa fino ai 25 euro entro fine anno e addirittura attorno ai 40 euro nei prossimi anni”.

“A ciò si è unito anche il fattore caldo, le temperature particolarmente elevate di questa stagione estiva, che hanno raggiunto livelli eccezionalmente alti anche nel Nord Europa, oltre a determinare un grande aumento dei consumi, ha portato a una riduzione della produzione idroelettrica e ha imposto un freno alle centrali nucleari francesi per la scarsità di acqua necessaria al raffreddamento. Tutto ciò ha inciso infine inevitabilmente sui costi delle materie prime energetiche”.

“Più nel dettaglio – conclude  il direttore di Energindustria – la generazione termoelettrica a carbone, oltre a subire il pesante rincaro del combustibile fossile, è in fase di lenta ma progressiva dismissione in favore del molto meno inquinante gas naturale. Ciò comporta un incremento della domanda di gas e i relativi prezzi, tra l’altro spinti in alto anche a causa di tensioni sui mercati europei e a problemi di stoccaggio in Norvegia e in Gran Bretagna”.

“Dai dati a disposizione del consorzio Energindustria – riprende il presidente Brunetti – emerge che le quotazioni di questi giorni della componente energia per l’anno 2019 valgono circa 64 €/Mwh, mentre nello stesso periodo dello scorso anno si attestavano a circa 46 €/Mwh, con un aumento del prezzo dell’energia di circa il 40% in un anno. “Considerando che, per un’azienda non energivora la componente energia pesa per il 30% circa sul totale in fattura, l’aumento dei costi della bolletta elettrica previsto per il prossimo anno potrebbe essere del +10%. Non va meglio per quanto riguarda il gas naturale, le cui quotazioni per il prossimo inverno sono circa del 40% superiori rispetto a 12 mesi fa, cosa che comporta un impatto sui costi per le imprese che potrebbe arrivare a un +30% in bolletta”.

“Dato questo contesto – conlude Brunetti -, assai delicato e in continua evoluzione, possiamo a maggior ragione confermare il costante impegno di Energindustria a favore e a tutela delle imprese. Continueremo a mettere in atto tutte le strategie utili a limitare gli effetti dei rialzi di prezzo, a partire dal giornaliero monitoraggio dei mercati fino all’esercizio del nostro forte potere contrattuale legato ai grandi volumi trattati. L’obiettivo principale rimane quello di permettere a tutte le imprese aderenti la massima flessibilità negli acquisti energetici, al fine di ottimizzare i costi di approvvigionamento e quindi di ottenere un significativo risparmio economico”.

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