Bassano, “Il Barbiere di Siviglia” a Operaestate

Bassano del Grappa – Nell’anno del 150mo anniversario della morte di Gioacchino Rossini, Operaestate omaggia il geniale compositore pesarese con una nuova produzione della sua opera più amata, “Il Barbiere di Siviglia”, in scena il 5 agosto, alle 21 al Teatro al Castello Tito Gobbi di Bassano del Grappa. Il Barbiere di Siviglia è riconosciuto da pubblico e critica come uno dei massimi capolavori di Rossini e fra le più belle opere di tutti i tempi, grazie all’atmosfera giocosa, alla girandola di trovate comiche, ancora così attuali a distanza di tanto tempo.

Il nuovo allestimento bassanese, in coproduzione con il Comune di Padova, è affidato a un team composto dal direttore d’orchestra Nicola Simoni, dal regista Yamal Das Irmich, dallo scenografo Mattia Paoletti, mentre ad eseguire la celebre partitura sarà l’Orchestra di Padova e del Veneto, che accompagnerà il Coro lirico Veneto e il cast formato da Alessia Nadin (Rosina), Massimo Cavalletti (Figaro), Pietro Adaini (Conte D’Almaviva), Giovanni Romeo (Don Bartolo), Gabriele Sagona (Don Basilio), Giovanna Donadini (Berta), Dario Giorgelè (Fiorello).

“In scena – si legge nella presentazione della serata – il focus visivo sarà affidato a due elementi che sintetizzano i grandi temi della vicenda, l’amore e il denaro: una grande cassaforte scatola magica custodisce gelosamente la ricca Rosina, mentre accanto si trova il negozio di Figaro, che si illude, sempre per denaro, di gestire le vite degli altri. Ma alla fine saranno Rosina e il Conte d’Almaviva a risolvere l’intricata vicenda, grazie al loro amore disinteressato”.

“Il Barbiere di Siviglia, con le sue melodie eleganti, i suoi ritmi trascinanti e il suo superbo stile di composizione, viene considerata la più grande opera buffa italiana, eternamente fresca nella sua vena comica e nella sua inventiva. Eppure, è frutto di un genio notoriamente pigro: la famosa ouverture era, infatti, stata utilizzata precedentemente in altre due sue opere. Come spesso capita nel mondo della lirica, alla sua prima rappresentazione, il 20 febbraio 1816 al Teatro Argentina di Roma, il Barbiere di Siviglia fu un fiasco. Il giovane Gioachino, con quell’opera, aveva osato sfidare il grande Paisiello, mettendo in scena, mentre il famoso compositore napoletano era ancora vivo, un’opera che lo stesso aveva già musicato, e i sostenitori di Paisiello boicottarono la prima. Ma già alla seconda rappresentazione tutto il pubblico dovette inchinarsi di fronte a Rossini”.

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