domenica , 7 Marzo 2021
Banche, risparmiatori davanti alla Prefettura...

Banche, Ugone: “Fondo Baretta esclude scavalcati”

Vicenza – Prosegue la polemica tutta interna alla comunità dei risparmiatori rimasti vittime dei dissesti delle ex banche popolari venete. Si tratta di uno scontro che ha preso le mosse nei giorni scorsi, durante la presentazione a Vicenza, a Palazzo Trissino, del decreto attuativo del così detto fondo Baretta, ovvero quella misura, voluta dal passato governo Gentiloni ed inserita nell’ultima legge di stabilità, con la quale si è creato un fondo di cento milioni di euro a favore delle migliaia di piccoli azionisti truffati. Verso il fondo Baretta è sempre stata critica l’associazione Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza, che lo giudica del tutto insufficiente e che teme che alla fine, molti risparmiatori, resteranno esclusi.

Luigi Ugone
Luigi Ugone

Proprio durante la presentazione a Palazzo Trissino, la posizione dell’associazione, e soprattutto quella del suo presidente Luigi Ugone, è stata contestata dal presidente regionale di Codacons Veneto, Franco Conte, che ha anche annunciato di voler presentare un esposto contro Ugone, per propaganda ingannevole nei confronti del decreto attuativo del fondo di ristoro.

Il presidente dell’associazione Noi che credevamo…, tuttavia, rimane del suo parere, e oggi risponde di nuovo ricordando il problema degli “scavalcati”, cioè quei risparmiatori  che avevano chiesto di vendere le loro azioni prima del crack delle banche e che si erano visti negare la vendita, invece concessa a pochi fortunati. Sarebbero ottomila, secondo alcune stime, le vittime di questo atteggiamento scorretto, che nasconde un sistema fraudolento di gestione degli istituti, ad oggi al vaglio delle procure.

“Ebbene – sottolinea Ugone – queste vittime sacrificali, che tanto hanno fatto parlare di ingiustizia (da Iorio, ex ad di Popolare di Vicenza, a illustri membri del passato regime), questi risparmiatori scavalcati, non rientrano nelle fattispecie riconosciute nel fondo di ristoro che passa sotto il nome di fondo Baretta voluto e sponsorizzato dal passato governo e dall’Europa e oggi sbandierato da qualche associazione come panacea di tutti i mali. Questo è uno dei tanti motivi per cui noi siamo stati e restiamo contrari al fondo Baretta, ed abbiamo chiesto all’attuale governo una nuova legge più equa”.

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