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Vicenza, Tosetto: “Bilancio partecipativo da rivedere”

Vicenza – “Chi conosce la mia storia sa che non potrò essere contro il bilancio partecipativo, tant’è che nel documento delle linee programmatiche in discussione martedì prossimo in consiglio comunale non c’è una riga in cui si dica questo”. A parlare così è Matteo Tosetto, vicesindaco di Vicenza e assessore alle risorse economiche, con delega anche alle democrazia partecipativa e al decentramento amministrativo.

Matteo Tosetto
Matteo Tosetto

“Tuttavia – aggiunge il vicesindaco – a mio parere, il bilancio partecipativo va rivisto rispetto a come è stato portato avanti dalla precedente amministrazione. La mia e quella dell’amministrazione Rucco è infatti un’idea molto diversa del concetto di partecipazione dei cittadini, che dev’essere attiva tutto l’anno, non solo il tempo di un bando. Inoltre non condivido che sia uno strumento utilizzato per vedere eseguiti ad esempio lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria nelle scuole: come se i bambini di un quartiere avessero più diritti rispetto ai bambini di un altro quartiere solo perchè il comitato genitori di quella scuola riesce a catturare più voti rispetto all’altro”.

“Si tratta invece di interventi – continua Tosetto – che devono essere inseriti in un programma di lavori pubblici, che tenga conto delle priorità di intervento in base alla situazione complessiva nelle scuole. Piuttosto si intervenga sul territorio attraverso il bilancio partecipativo per promuovere idee innovative, progetti culturali o sociali, attività che creino aggregazione e integrazione. Negli ultimi dieci anni, secondo noi, non si è lavorato attentamente sui quartieri per costruire un dialogo partecipato con i cittadini, soprattutto in periferia”.

“Per questo – ha poi concluso – vogliamo ristabilire il contatto e il confronto che c’era fino a quando esistevano i consigli di circoscrizione, ora non più consentiti dalla legge. Stiamo infatti studiando esperienze già attuate in altre città simili a Vicenza, per capire come procedere al meglio. L’obiettivo è istituire organismi decentrati, che noi chiamiamo ‘consigli di quartiere’, che promuovano una partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative che il comune attua nella zona in cui vivono”.

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