Valdagno, Fp Cgil: “Si è sbagliato sul punto nascite”

Da Giulia Miglioranza, segretaria generale della Funzione Pubblica di Cgil Vicenza, riceviamo e pubblichiamo l’intervento che segue, sulla ipotesi di chiusura del punto nasctite dell’opedale San Lorenzo di Valdagno

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Giulia Miglioranza
Giulia Miglioranza

Valdagno – Quando si parla dell’ospedale San Lorenzo di Valdagno, si parla di una struttura su cui negli anni sono stati fatti significativi investimenti e che, in quanto ospedale con specificità montana, garantisce il diritto alla salute di una popolazione che risiede in un territorio esteso e dalla mobilità spesso difficile. Per queste ragioni, la Fp Cgil è convinta che sia fondamentale continuare ad investire, di certo non tagliare servizi all’interno del San Lorenzo, sia in termini di dotazioni strumentali che di personale.

Da questo punto di vista, l’ipotesi di chiusura del punto nascite, servizio che nel tempo ha dimostrato di essere di elevata qualità, rischia al contrario di rendere sempre più marginale la funzione dell’ospedale di Valdagno nell’ambito del sistema dei servizi Ulss 8, ragione per cui non si può non esprimere seria preoccupazione. E’ d’altro canto fondamentale non sottovalutare in alcun modo il tema della sicurezza dei bambini, delle madri, degli operatori sanitari che devono poter operare in condizioni ottimali.

Non si può quindi tacere il fatto che il pronunciamento del Comitato percorso nascita nazionale, organismo di natura tecnica che ha previsto la chiusura del punto nascite di Valdagno riferendosi al rispetto di alcuni parametri di sicurezza, va tenuto ben presente. Da questo punto di vista, riteniamo di trovarci di fronte all’ennesimo esempio di una programmazione regionale che non ha saputo raggiungere i propri obiettivi, di una programmazione regionale che ha promesso di poter mantenere operativo il punto nascite di Valdagno, ha dichiarato di voler operare investimenti in questa direzione, ma non è stata in grado di creare le condizioni (tecniche, strutturali, di ricettività) affinché questa decisione non fosse assunta.

Forse questo sarebbe stato possibile attraverso un maggiore e più tempestivo potenziamento del servizio, sia in termini di dotazioni strumentali che in termini di organico (sempre all’osso anche a causa delle limitazioni regionali alle assunzioni di personale), ma anche attraverso la creazione di maggiori sinergie con strutture ospedaliere limitrofe. Sinergia che, forse, avrebbe potuto portare maggiori risultati se, anziché parlare di due Ulss contigue, si fosse trattato della gestione di servizi nell’ambito di un’unica Ulss provinciale.

Resta ora da capire quali saranno gli sviluppi futuri, anche per quanto riguarda le lavoratrici e i lavoratori che operano all’interno del punto nascite. Per questo, la Fp Cgil chiede che la direzione della Ulss 8 Berica convochi al più presto un tavolo di informazione e confronto con le organizzazioni sindacali, in merito al futuro del servizio e alle ricadute che tali scelte avranno sia sulla cittadinanza che sui lavoratori coinvolti.

Giulia Miglioranza – Segretaria generale Funzione Pubblica Cgil Vicenza

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