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Palazzo Koch, a Roma, sede della Banca d'Italia - Foto: Lalupa (CC 3.0)
Palazzo Koch, a Roma, sede della Banca d'Italia - Foto: Lalupa (CC 3.0)

Tesorerie delle Regioni alla Banca d’Italia?

Roma – Affidare Alla Banca d’Italia il servizio di tesoreria di tutte le Regioni. La proposta è stata fatta oggi, dal Veneto, in Conferenza dei presidenti delle Regioni, nel corso dell’audizione del viceministro all’Economia e alle finanze Massimo Garavaglia. A renderlo noto è stato, il vicepresidente della giunta regionale veneta Gianluca Forcolin.  “Ormai – ha spiegato Forcolin – le gare di tesoreria stanno andando deserte in tutte le Regioni, anche dove i conti sono in regola ed i bilanci virtuosi. Il mondo è cambiato. Le banche tutte, grandi e piccole, locali, nazionali e internazionali, non hanno nessun interesse a svolgere i servizi di tesoreria regionali: hanno di fronte regole contabili sempre più complesse e complicate, costi ingenti di revisione dei software, esperienze professionali storiche ormai non più presenti per l’elevato turn-over in un settore così specifico”.

“Le banche – ha aggiunto – non sono più disposte ad erogare contributi e a sponsorizzare le attività e le funzioni delle Regioni, e ancora meno ad erogare il servizio di tesoreria gratuitamente. Le Regioni quindi, ammesso che trovino banche ancora interessate, saranno costrette a sostenere costi annui ingenti: si tratta per ogni Regione di centinaia di migliaia, e addirittura milioni, di euro. Concentrare il tutto in Banca d’Italia sembra logico. Infatti, alla luce del vigente regime di tesoreria unico imposto alle Regioni, tutta la loro liquidità è in Banca d’Italia. Per il Veneto giacciono là circa 900 milioni di euro. Nell’ambito di un più ampio ragionamento di razionalizzazione ed efficientamento della pubblica amministrazione, questa proposta consentirebbe alle Regioni di risparmiare, e anche il sistema bancario sarebbe affrancato da questi ingenti costi gestionali”.

“In Banca d’Italia – ha concluso Forcolin -, con una piattaforma omogenea standard si conseguirebbero importanti economie di scala, insieme al vantaggio di avere un’unica centrale di gestione in entrata ed in uscita dei flussi finanziari regionali. La proposta del Veneto è in linea anche con la necessità di contenimento della spesa pubblica, garantendo forme di sostegno alle autonomie e al processo di revisione differenziata delle stesse: occorre spingere sul terreno dei costi standard su tutti i fronti”.

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