Tav a Vicenza, il Pd: “No alla revisione di Cicero”

Il Partito Democratico di Vicenza si unisce “al coro di perplessità e preoccupazioni, delle categorie economiche della città e del gruppo di maggioranza di Forza Italia, in merito alla proposta di revisione del progetto di attraversamento di Vicenza della linea Alta velocità e alta capacità ferroviaria Verona-Padova, avanzata dall’assessore Cicero”. E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dal segretario cittadino del Pd, Federico Formisano, che riportianmo sotto integralmente e che, all’inzio, fa anche una breve cronistoria dei vari passaggi che hanno portato all’attuale progetto della Tav, ora rimesso in discussione da Cicero…

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Vicenza – Il lavoro fatto dall’amministrazione comunale di Vicenza dal 2014 al 2017, sempre di concerto e in condivisione con la Regione Veneto, aveva risolto il nodo dell’attraversamento della città da parte della linea Av/Ac, questione che si trascinava dal 1999, anno delle prime comparazioni progettuali. Già allora si era visto come il più utile lo scenario del quadruplicamento della linea esistente, e già allora tutto il centrosinistra vicentino aveva appoggiato tale soluzione (Popolari, Ds e Verdi)”.

Claudio Cicero
Claudio Cicero

L’attuale assessore Cicero, allora presidente della commissione territorio, si inventò il sottoattraversamento della città con stazione interrata, che nel gennaio del 2000 il consiglio comunale di Vicenza votò come soluzione progettuale, anche se fu, fin dall’inizio, osteggiata dalle ferrovie per tempi, difficoltà e costi di realizzazione. La proposta ebbe l’unico merito di far decollare, nel 2003, il progetto preliminare di affiancamento della linea Av/Ac all’autostrada A4, con il demerito di non prevedere alcuna fermata a Vicenza e di martoriare le frazioni di Sant’Agostino, Campedello e Casale.

Federico Formisano
Federico Formisano

Il centrodestra vicentino, grazie all’intervento della Regione Veneto, ottenne nel 2006 la vittoria di bandiera in sede Cipe, il quale però stroncò la fermata sotterranea della Tav e ridusse il tunnel a semplice passante della città. Il centrodestra vicentino e lo stesso Cicero avrebbero avuto il merito storico di isolare la città dai grandi traffici ferroviari del nord Italia, pericolo da noi avvertito e al quale abbiamo posto rimedio, risolvendo il nodo e garantendo alla città il servizio Tav da parte di 56 treni su 72.

Le categorie economiche e il gruppo di Forza Italia fanno bene a sollevare perplessità sulla volontà di revisione del progetto da noi sostenuto e approvato in consiglio comunale, in quanto la creazione di un bypass sotterraneo alla città senza fermata, potrebbe portare ad un forte aumento dei costi e non garantirebbe in alcun modo la fermata dei treni a Vicenza. Alla maggior parte di essi infatti converrebbe saltare la città, lasciandola servita dal solo servizio regionale, che obbligherebbe i viaggiatori verso Milano e Torino a cambiare a Verona.

Questo è confermato nell’analisi costi benefici, redatta da Rfi in occasione della Via sul primo lotto funzionale della linea Av/Ac Verona-Padova, che contiene il modello dell’esercizio del tracciato in tunnel, poiché l’esercizio previsto era stato pensato perché la maggior parte dei treni a lunga percorrenza bypassasse le città di Vicenza e di Brescia, le quali sarebbero state servite dai rimanenti Intercity, oggi quasi completamente eliminati e non sostituiti da altro servizio.

Per quanto poi riguarda le critiche fatte alla fermata Sfmr (Sistema ferroviario metropolitano regionale) in fiera, riteniamo di dubbia utilità la sua cancellazione, in quanto questa fermata permetterebbe di creare un fondamentale punto d’interscambio treno/auto a servizio dei pendolari dei quartieri e dell’hinterland nord-ovest della città, giacché la zona è ben servita dal ramo ovest della tangenziale di Vicenza. Semmai, sarebbe utile impegnarsi affinché sia fatta un’ulteriore fermata Sfmr a Vicenza est, per creare un punto d’interscambio per i pendolari dei quartieri e dell’hinterland nord-est della città.

Infine, l’assessore Cicero sostiene che la giunta Variati abbia lasciato il buio sulla prosecuzione ad est della linea. Niente di più falso, poiché la variazione del progetto rispetto allo studio di fattibilità approvato dal Comune di Vicenza e dalla Regione Veneto nel 2015 riguarda solamente la tratta tra l’ingresso ovest della linea in Comune di Vicenza e il Bivio Bacchiglione, cosa che ha portato ad eliminare le due stazioni e l’interramento della linea in quartiere dei Ferrovieri, dopo che si erano sollevate molte critiche rispetto a quella soluzione progettuale.

Per quanto riguarda il prolungamento a est della linea, cioè dal Bivio Bacchiglione a Grisignano, resta confermato quanto prevede lo studio di fattibilità approvato nel 2015, con la richiesta di interramento della linea dal Bivio Bacchiglione a Settecà, proposta presentata all’epoca dall’oggi assessore Zoppello e dall’allora consigliere Nani, che la maggioranza di centrosinistra ritenne di inserire nella delibera, poi ratificata dalla Regione Veneto. Gli abbattimenti in città di Vicenza, in tutto 19 abitazioni e tutte localizzate a Vicenza est, troverebbero tranquillamente ricollocazione nelle aree libere intercluse tra Via Martiri delle Foibe e la Ferrovia e, con l’interramento delle due linee, sarebbe interamente riqualificata la zona est, ricucendo la Stanga e strada del Megiaro, oggi tagliate dalla ferrovia.

Premesso tutto ciò, consigliamo caldamente alla maggioranza di centrodestra di proseguire sui binari tracciati dall’amministrazione Variati, di non rimettere in discussione un tema che ha trovato definitiva soluzione con tanto di mitigazioni per gli impatti sulla città e che garantisce il servizio di Alta velocità alla nostra città e provincia nella stazione centrale di Viale Roma, approfittando dell’intenzione delle Ferrovie dello Stato di mantenere inalterato il servizio esistente, nonché di potenziarlo ulteriormente. Per questo nel nodo di Vicenza è stato considerato coerente l’eliminazione del bypass della città e la linea è stata dirottata a servire l’attuale stazione.

In aggiunta, un bypass senza fermata a Vicenza non permetterebbe di sfruttare al meglio la capacità conseguita dal quadruplicamento, che invece sarebbe solamente sfruttata dai treni Av non fermanti a Vicenza, concentrando tutto il resto del traffico sugli attuali due binari della linea storica, mantenendo gli attuali problemi di congestione che il recente potenziamento tecnologico è riuscito solamente a mitigare e senza che essa sia a sua volta mitigata dal punto di vista acustico e vibrazionale. Piuttosto vigili che, a Roma, il Ministero mantenga gli impegni presi dal precedente governo e che invece non li riveda, come vorrebbe la peggiore tradizione italiana, dove uno crea e l’altro distrugge.

Partito Democratico della città di Vicenza

Un commento

  1. pio saverio porelli

    La presente nota del PD cittadino appare una ricostruzione di parte come il riferimento al CIPE 2006.
    Inoltre attribuisce a Trenitalia intenzioni catastrofiche circa le fermate alla stazione di Vicenza. I fatti del 2018 viceversa garantiscono alla stazione cittadina 48 fermate al giorno di treni frecciarossa nei due sensi di marcia, senza realizzare il raddoppio dei binari! E’ fuorviante poi il passaggio del documento PD per quanto riguarda il prolungamento a est. I quartieri di Vicenza Est (Borgo Casale, Viale della Pace, Stanga e Settecà) evidentemente per il PD possono essere “martoriati”. L’attuale Progetto Preliminare è inutile ai cittadini perché il servizio è già disponibile, è dannoso per il territorio e l’ambiente, viceversa sembra utile a chi lo appoggia.

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