I locali che, nel 1945, ospitavano tribunale e carceri di Schio, teatro dell'eccidio - Foto di Elisa Rolle (CC BY-SA 3.0)
I locali che, nel 1945, ospitavano le carceri di Schio, teatro dell'eccidio - Foto di Elisa Rolle (CC BY-SA 3.0)

Schio ricorda l’eccidio del 6 luglio 1945

Schio – Ricorre domani l’anniversario dell’Eccidio di Schio, del 6 luglio 1945, una delle pagine più nere nell’Italia dell’immediato dopoguerra. Avvenne infatti alcuni mesi dopo la fine del secondo conflitto mondiale e fu uno spietato ed inutile regolamento di conti, operato da ex partigiani nei confronti di molte decine di persone, alcune delle quali erano compromesse con il regime fascista, ma parecchie altre lo erano assai meno o non lo erano affatto.

Avvenne in quello che era allora il carcere scledense,  edificio che oggi ospita la biblioteca civica, e fu una esecuzione sommaria ed efferata, poi condannata da tutti e che ebbe anche seguito in un processo. Furono cinquantaquattro le persone uccise a colpi di mitragliatrice, tra le quali quattordici donne. Un storia molto brutta dunque, che ha diviso e purtroppo divide ancora una città che invece vorrebbe che a vincere fossero la concordia e la comprensione reciproca.

Ed anche per questo che a Schio si lavora adesso, per rimarginare la ferita e superare rancori ormai troppo antichi. Tra le celebrazioni previste per domani da segnalare la messa in ricordo dell’eccidio, che si terrà in duomo alle 19, alla quale l’amministrazione comunale scledense invita tutta la cittadinanza.

Va ricordata poi un’altra iniziativa, un documento, ovvero la Dichiarazione sui valori  della Concordia Civica, rinnovato in questi giorni alla presenza del prefetto, che è stato sottoscritto dall’Anpi, rappresentato da Angelina Antonio e Danilo Andriollo, da Avl, con Francesco Binotto e Danilo De Zotti , e dalla Associazione dei familiari delle vittime dell’Eccidio, rappresenta da Matilde Sella, Luciano Carollo e Valter Vigolo.

Un commento

  1. todesco armando

    Decine e decine di morti solo per passare alla storia, diciamo per essere quelli che hanno partecipato alla guerra senza dire che se hanno partecipato lo hanno fatto arrivando all’ultimo minuto e facendosi passare per chi ha dato un buon apporto alle vicende. Per fare insomma una brutta figura agli italiani che sono passati per coloro che non fanno niente e se ne approffittano all’ultimo minuto montando sul carro del vincitore. Si sa che la guerra l’hanno vinta gli americani e gli inglesi e basta. Non c’era bisogno di avere alla mensa chi e’ arrivato per mangiare all’ultimo minuto con un fazzolletto rosso o verde. Trovo ridicolo chi si pente e anche chi permette di fare pentire a parole dopo aver fatto l’assassino, il ladro e l’approfittatore al momento buono. armando todesco, Solagna

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