Matteo Salvini al Parlamento Europeo - Foto European Parliament (CC BY-NC-ND 2.0)
Matteo Salvini al Parlamento Europeo - Foto European Parliament (CC BY-NC-ND 2.0)

Sbrollini (Pd): “Salvini, basta odio verso gli stranieri!”

Roma -“Salvini vuole capire la lezione? I messaggi di insofferenza e di odio nei confronti degli stranieri, che continua a trasmettere con le sue sortite, generano un sentimento pericoloso che si diffonde nel Paese”. Sono parole della senatrice del Pd Daniela Sbrollini, vicentina, e quindi particolarmente sensibile a quanto è successo ieri a Cassola, dove un uomo di 40 anni, del posto e conosciuto in paese, ha sparato un colpo con una carabina ad aria compressa dal terrazzo di casa, ferendo un operaio che lavorava su un ponteggio nell’edifici antistante.

Daniela Sbrollini
Daniela Sbrollini

“Guarda caso – sottolinea la parlamentare, l’uomo colpito è di origine africana, più precisamente capoverdiana, e lavora per una ditta di impianti elettrici. Era a circa sette metri di altezza, su una pedana mobile. La dinamica dell’episodio ricorda quella che ha causato il ferimento di una bimba nomade a Roma”.

Sbrollini ricorda inoltre che si tratta dell’ultimo caso di una serie che vede, nell’ultimo mese e mezzo, ben sette episodi di immigrati colpiti con armi ad aria compressa. “A Caserta – ricorda – due ragazzi maliani sono stati feriti da una banda al grido di Salvini, Salvini. Il ministro dell’Interno, a cui compete l’onere di garantire la sicurezza di tutte le donne e gli uomini che vivono nel nostro Paese, dovrebbe abbassare i toni e prendere nettamente le distanze da questi episodi come questi, condannandoli duramente. Invece che fa? Tace. Ma c’è di peggio. Si avventura nelle ipotesi di sostenere la diffusione delle armi a domicilio. Così dalle armi ad aria compressa passeremmo facilmente a quelle a polvere da sparo. Ripeto quello che ha detto il presidente Mattarella: l’Italia non può diventare il far West”.

“A Cassola – continua la senatrice – lo sparatore sostiene che voleva sparare ad un piccione? Nell’appartamento non vi sarebbero elementi tali da far presupporre che dietro al suo gesto vi siano motivazioni razziste? E’ onestamente difficile credere che si possa scambiare un uomo che lavora per un piccione. Temo che, chissà per quale ragione, si possa invece trattare di un gesto di insofferenza. Se verso i piccioni o verso un uomo di colore, chissà… Se avesse usato un fucile da caccia o una pistola da offesa sarebbe andata ancora peggio”.

Un commento

  1. Evidentemente ogni fatto o misfatto di cronaca si iserisce in un contesto preciso, specialmente se la reazione è politica. I fatti di cronaca all’indice nel presente, rendono uno spaccato di costume descritto in modo sommario, e quindi come tutte le deduzioni sommarie difficilmente rendono giustizia ai fatti. Mi riferisco allìintrvento dell’on. Sbrollini, il 16/17 agosto 2018 cade l’anniversario della strage “xenofoba” di Aigues Mortes, regione francese della linguadoca, esattamente 125 anni orsono, in quella località furono linciati decine di lavoratori Italiani; alla fine sul terreno rimasero decine di morti e centinaia di feriti, in gran parte provenienti dal Piemonte. Gli artefici del massacro furono disoccupati e vagabondi francesi, che si accanirono ferocemente contro i lavoratori immigrati, ai quali imputavano la grave colpa di lavorare per un salario nettamente inferiore a quello preteso dai lavoratori Francesi. On Sbrollini, il presupposto dell’attività politica è la felicita per il Cittadino, la politica deve erogare felicità, Aristotele nell’Etica Nicomachea, lo dice a chiari termini. Quindi compito primario dell’azione politico legislativa, del Governo resta la prevenzione, prevenzione in tutte le materie di competenza, anche nella sostenibilità socio economica che non si dissocia dal convivere civile e ordine pubblico. Quindi, deve stabilire in chiari termini quali sono quelle azioni poste in essere da attori nazionali o internazionali, foriere e/o esiziali alla civile convivenza nel territorio della Res Publica.

    Cordialità
    Antonio Lanaro

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