domenica , 17 Ottobre 2021

Radiocollare in arrivo per i lupi in Veneto

Venezia – Radiocollare in arrivo per i lupi nelle aree comprese tra Lessinia, Monte Carega a Altopiano di Asiago. Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan, al tavolo regionale per la gestione del lupo e dei grandi carnivori, convocato a Venezia. La cattura di alcuni esemplari e la loro geolocalizzazione con radiocollare permanente (con sgancio da remoto) è la nuova proposta presentata dalla Regione Veneto, e già approvato in via preliminare dal Ministero dell’ambiente e dall’Ispra, per una gestione proattiva dell’animale che da qualche anno ha ripopolato l’area montana del Veneto. Potranno essere catturati e anestetizzati fino a dieci esemplari, tra la metà dell’estate e sino alla fine dell’inverno, per dotarli di collari Gps-Vhf e monitorarne abitudini di vita, spostamenti e attività. L’ Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha specificato tecniche, modalità e presidi.

“Si tratta della prima esperienza in Europa dell’utilizzo della telemetria per la mitigazione del conflitto tra uomo e lupo – ha spiegato l’assessore -. I sistemi di cattura e di immobilizzazione farmacologica sono già stati sperimentati con successo in Toscana e nel parco della Maiella. Ora, grazie al supporto scientifico del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari e alla collaborazione tra polizia provinciale, personale della Regione, personale del parco, agenti dei carabinieri forestali, sarà possibile gestire un progetto di stretto monitoraggio degli spostamenti, di conoscenza dettagliata della consistenza e delle attività dei branchi, ma soprattutto di allerta agli allevatori: quando il lupo si avvicinerà alle aree di allevamento e di pascolo scatteranno barriere virtuali e segnali di allerta in modo da avvisare l’allevatore e da scoraggiare il predatore con luci stroboscopiche e avvisi acustici”.

“L’utilizzo congiunto di videotrappole, sistemi di rilevazione telemetrica e di analisi genetiche – ha sottolineato Pan –, saranno determinanti per consentire di intervenire prontamente e adeguare gli interventi di prevenzione anche in base agli spostamenti degli animali. “L’obiettivo – specifica l’assessore – è superare una gestione meramente passiva dei danni inferti con le predazioni e sposare invece un nuovo approccio, proattivo, di gestione del conflitto e quindi della convivenza tra zootecnìa e  presenza del lupo. Negli ultimi tre anni la Regione è intervenuta a tutela degli allevatori con ogni mezzo consentito, nel rispetto del regime di protezione: monitoraggio dei branchi, indennizzo dei capi predati, fornitura  di 200 recinti elettrificati, la consegna di dieci pastori maremmani abruzzesi come cani da guardianìa, formazione e supporto agli allevatori per gestire correttamente mandrie e greggi. Ora, la sperimentazione della telemetria satellitare aggiunge un ulteriore e innovativo strumento di prevenzione”.

“Il progetto – ha poi concluso l’assessore – servirà anche per lo studio scientifico e la mappatura genetica dei branchi favorendo una migliore conoscenza della specie in un territorio che, nel secolo scorso, ha perso confidenza con la presenza del lupo e si trova impreparato a difendere il proprio patrimonio zootecnico. La mappatura genetica servirà anche ad individuare eventuali esemplari ibridi (la cui presenza per ora non è stata rilevata in Veneto), e a favorirne la cattura. Per la realizzazione del progetto si preventiva una spesa di circa 150 mila euro nell’arco del biennio”.

Ma quanti sono i lupi in Veneto? I dati più aggiornati del monitoraggio con campioni genetici effettuato nella passata stagione invernale, nell’ambito del progetto Wolfalps, documentano la presenza in Veneto di sei branchi, per un totale di almeno 43 lupi, di cui 42 associati ai branchi e uno vagante. La dimensione media dei sei branchi monitorati è di sette lupi, segno di una buona capacità riproduttiva della specie. La popolazione del lupo sulle Alpi Orientali, dal 2014 ad oggi, risulta in espansione sia a livello demografico sia spaziale. Nell’arco alpino, versante italiano, la presenza del lupo è comunque molto più consistente nel settore nord occidentale, dove è stata censita la presenza di 46 branchi più 5 coppie, per un totale di 51 unità riproduttive e una stima di almeno 287 esemplari. La regione più interessata è il Piemonte.

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