Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Pfas e GenX, la Miteni nel mirino della Regione

Venezia – La Regione Veneto sembra intenzionata a far la voce grossa con la Miteni. Il Comitato tecnico regionale infatti,  istituito per supportare le amministrazioni competenti nelle attività di bonifica del sito Miteni e nella revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale della ditta, ha esaminato la situazione che si è creata a seguito dell’attività di recupero di rifiuti (GenX) esercitata da Miteni ed oggi sospesa, ed ha chiesto “l’avvio del procedimento di sospensione di tutti gli impianti della Miteni”.

“Si è convenuto – si legge in una nota della giunta regionale venete – sulla necessità che la Provincia di Vicenza emani formale diffida nei confronti di Miteni ad eseguire, entro 30 giorni, le verifiche sulla tenuta e sulla funzionalità di tutti gli impianti presenti nel sito dove si trova lo stabilimento. Obiettivo di tali verifiche è l’accertamento di eventuali fuoriuscite di prodotti che possono contaminare la falda”.

“Le verifiche di cui sopra – spiega Palazzo Balbi – dovranno essere eseguite in contradditorio da Arpav e con i tecnici competenti del Comitato tecnico regionale, che svolge la propria attività nell’ambito della Direttiva Seveso. In caso di inadempienza da parte della Miteni saranno adottati i provvedimenti previsti dalla normativa Aia (revoca dell’autorizzazione)”. Il Comitato tecnico regionale, d’altro canto, ha anche rilevato che “tutte le attività di verifica e controllo relativamente alla problematica GenX sono state attuate dagli enti competenti nei tempi minimi necessari, per garantire la tutela dell’ambiente”.

“Arpav – si sottolinea – ha, ancora una volta, dimostrato efficienza nel mettere a punto metodiche analitiche per misurare il composto GenX. Le attività di monitoraggio attuate da Arpav nel periodo da maggio a luglio e tuttora in corso sulle acque sotterranee, ad oggi non evidenziano la necessità di adottare provvedimenti collegati alla presenza di queste sostanze nelle aree di captazione delle acque ad uso idropotabile, essendo la presenza di GenX circoscritta all’intorno del sito Miteni”.

Insomma, non c’è nulla da temere, dice la Regine, perché il GenX è presente, quantomeno in misura significativa, solo nella zona del sito Miteni. Tuttavia sembra anche di capire che all’azienda di Trissino non si intenda più fare sconti, e che i controlli saranno accurati. La prendiamo come una buona notizia, e ci auguriamo che sia davvero così.

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