Dettaglio del campanile di Asiago con la neve. (Foto trada dal sito www.asiago.it)
Dettaglio del campanile di Asiago con la neve. (Foto trada dal sito www.asiago.it)

Olimpiadi invernali, Asiago sarà solo ai margini

Asiago – “Siamo sorpresi per una novità contenuta nel dossier sulla candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 di Cortina presentato dal presidente Zaia a Roma. Se fosse vero che Asiago e l’Altopiano non faranno parte, se non marginalmente, dell’organizzazione complessiva dell’evento olimpico, si tratterebbe di un gravissimo errore di impostazione. Ho molta stima del presidente Zaia per poter pensare che, nonostante le promesse pubbliche e gli impegni assunti di considerare Asiago quale località per destinarvi le gare di sci nordico, abbia deciso di preferirle la trentina Val di Fiemme. Mi pare che questa impostazione sia contraria alla logica di garantire al Veneto la giusta visibilità per un evento mondiale”.

Sono parole che il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern, ha affidato a Facebook per esprime il suo rammarico per questa mezza esclusione dell’Altopiano dalla eventuale organizzazione veneta dei giochi olimpici invernali del 2016. Rigoni Stern parla anche di ” una grave offesa nei confronti di una delle zone di maggiore vocazione turistica invernale della nostra nazione” e di una esclusione, quella di Asiago, che “renderebbe debole questa candidatura sin dalla sua prima valutazione”.

La Regione Veneto non ha tardato a rispondere alle parole del sindaco. Non meglio precisate fonti tecniche regionali infatti hanno diffuso questa mattina una nota nella quale si sottolinea che le ragioni di quanto lamentato dal sindaco di Asiago sono da imputarsi alla necessità di avere nello stesso luogo trampolino e pista di fondo per effettuare la combinata nordica, ove possibile. Nel master plan  di Torino e di Milano, l’impianto di fondo è ubicato contestualmente al trampolino rispettivamente a Pragelato e a Saint Moritz. A ciò si aggiunge la distanza fra Cortina e Asiago, pari a 160 chilometri, contro gli 89 che separano Cortina da Predazzo”.

“Il Cio  – continua la  nota della Regione Veneto – non vuole che si costruiscano impianti nuovi senza una chiara capacità di gestione. Impianti come il trampolino sono particolarmente difficili da gestire, visto anche il non elevato numero di praticanti. Avrebbe quindi un impatto elevatissimo sulla comunità locale, a maggior ragione essendoci quello di Predazzo nelle immediate vicinanze. Basti pensare che persino il trampolino olimpico di Pragelato è stato a lungo inutilizzato e se ne immagina lo smantellamento anche dopo il 2026, qualora Torino fosse prescelto”.

“Asiago – conclude la Regione – sarà comunque valorizzata come sito di allenamento per sci nordico e discipline del ghiaccio. L’unico trampolino presente a Gallio, trampolino piccolo (k95) avrebbe bisogno di essere riqualificato, perché usato solo d’estate. Manca del tutto il trampolino grande (k120) che andrebbe costruito ex novo con un costo di 35 o 40 milioni di euro”.

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