Sergio Marchionne - Foto Brookings Institution (CC BY-NC-ND 2.0)
Sergio Marchionne - Foto Brookings Institution (CC BY-NC-ND 2.0)

E’ morto Sergio Marchionne, il manager in pullover

Zurigo – E’ morto oggi Sergio Marchionne. Dopo alcuni giorni di imprevista e grande attenzione mediatica, ecco dunque l’epilogo che tutti si aspettavano. Se ne è andato, a 66 anni, il manager che ha risanato la Fiat, portandola dalla non invidiabile posizione di azienda sull’orlo del fallimento a quella di uno dei grandi gruppi dell’industria mondiale dell’auto. Un manager diverso, per altro, dallo stereotipo conosciuto per i più, anche se altrettanto deciso e duro nel portare avanti le sue strategie industriali. Basti ricordare i durissimi scontri con i sindacati…

Fiat Crysler Automobilis, come è noto, ha già nominato il suo successore, che è Mike Manley, che per altro oggi ha presentato gli ultimi risultati ottenuti dal suo predecessore. Marchionne è stato anche il manager che non amava la mondanità e la formalità, basti ricordare i suoi famosi pullover e l’avversione per giacca e cravatta, un capitano d’azienda che non aveva problemi a “scendere” nello stabilimento e parlare con gli operai, e che non si è mai fatto irretire dalla politica.

E’ morto in un ospedale di Zurigo, con un clamore che ha rispecchiato anche le sue contraddizioni, dato che la sua vicenda ha avuto una risonanza enorme ed al tempo stesso è stata caratterizzata da una impenetrabile riservatezza. Sulle cause della morte infatti se ne sono dette molte, ma nessuna è ufficiale né sicura. Fino ad ora, si sa con certezza solo che è stato ricoverato per un  intervento alla spalla, che sembrava di routine anche se si è parlato di un tumore, e che poi sono subentrate complicazioni impreviste.

In queste ore, naturalmente, c’è in Italia, e non solo, il coro di cordoglio che sale, espressione della partecipazione delle autorità al dolore della famiglia. Coro a parte, è certo che a piangere Marchionne sono in molti, poiché, al di là di ciò che forse egli “doveva essere” come manager e imprenditore, aveva un’evidente umanità e simpatia, una spontaneità nel suo modo di essere, oltre ad una indiscutibile intelligenza, che lo rendono un personaggio che si è fatto apprezzare e che sarà ben ricordato.

Tra i messaggi diffusi dal mondo politico  per ricordare la figura di Marchionne, segnaliamo quello del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il cui primo pensiero va all’uomo, alla sua famiglia, ai suoi cari ai quali il governatore ha rivolge le condoglianze in un  momento così doloroso. “Ho avuto occasione di conoscerlo – ha ricordato Zaia – ricavandone il senso di una persona di grande levatura. Di certo ha scritto la storia dell’imprenditoria nazionale e internazionale, e con lui se ne va un punto di riferimento dell’Economia con la E maiuscola, che non sarà facile sostituire”.

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