Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni di alcuni mesi fa
Un sit in di protesta delle Rsu della Miteni

Miteni, lavoratori tra l’incudine e il martello

Trissino – Sit in, quest’oggi, delle categorie dei chimici di Cgil Cisl e Uil davanti alla Miteni, organizzato dalle Rsu aziendali. C’è stato questa mattina, e vi si respirava tutta la precoccupazione che pervade i lavorati dell’azienda chimica considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas, e ora anche di quello da GenX. I dipendenti Miteni infatti, oltre ad essere i più esposti a queste sostanze nocive, hanno in più la preoccupazione che comunque finisca, per loro sarà dura. Sono insomma tra l’incudine e il martello: da un lato rischiamo conseguenze per la salute e, dall’altro, temono per il loro posto di lavoro, nel caso di chiusura forzata dell’azienda.

Giampaolo Zanni
Giampaolo Zanni

Al sit in di questa mattina c’era anche il segretario generale della Cgil di Vicenza, Giampaolo Zanni. “Quella di oggi – ha detto – è una iniziativa dei lavoratori per far emergere la situazione che i lavoratori stanno vivendo. Sono diverse le loro preoccupazioni che noi dei sindacati, unitariamente, rilanciamo. Sono preoccupati per la loro salute, sono preoccupati per la situazione lavorativa attuale, che ha già ricadute sulle retribuzioni a causa della messa in concordato preventivo della Miteni. E sono preoccupati per il loro futuro in caso di provvedimenti gravi verso l’azienda. Ricordo, tra l’altro, che ad oggi nel nostro paese non esistono più ammortizzatori sociali in grado, eventualmente, di accompagnare questi lavoratori verso un’altra collocazione”.

“La Cgil in particolare – ha aggiunto Zanni – oltre a rappresentare queste preoccupazioni dei lavoratori, ha assolutamente la necessità di rappresentare le istanze dei cittadini. Io stesso abito in questa zona, ho figli e sono preoccupato di possibili conseguenze sulla salute nostra e delle future generazioni. E’ necessario capire come intervenire con l’approvvigionamento idrico e con i prodotti della terra, con gli alimenti prodotti in questa zona per i quali non abbiamo sicurezze. Più in generale dobbiamo impegnarci a salvaguardare l’ambiente dei territori dell’ovest vicentino, del Basso Padovano e del Basso Veronese”.

“Se le cose dovessero aggravarsi fino a giungere ad un blocco delle lavorazioni o peggio ancora ad un fermo totale dell’attività – ha aggiunto da parte sua Renato Volpiana, esponente Rsu della Miteni -, noi ci rivolgeremo ai Ministri del lavoro, della salute e dell’ambiente perché dalle autorità regionali non abbiamo avuto risposte soddisfacenti. Comunque, a nostro avviso, è necessario trovare un equilibrio tra produzione e rispetto dell’ambiente in cui viviamo, come hanno imposto le autorità nazionali e regionali”.

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