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Lo stabilimento di Trissino della Miteni
Lo stabilimento di Trissino della Miteni

Pfas, Miteni: “Greenpeace fa campagna diffamatoria”

Trissino – “Un attacco sistematico con notizie false quello che Greenpeace sta compiendo da mesi contro Miteni. Dopo avere pubblicato un report sulla nostra azienda con dati economici errati, avendo omesso volontariamente di citare intere pagine dei bilanci pubblici della proprietà, e dopo avere diffuso notizie del tutto false sul GenX in relazione a efficienza del trattamento e quantità, ora Greenpeace chiede addirittura il sequestro, citando sostanze, rilevate nei terreni e comunicate dalla stessa azienda nel 2013, che nemmeno fanno parte del ciclo produttivo dello stabilimento”.

E’ rabbiosa la reazione della Miteni, sotto accusa perché considerata la principale responsabile dell’inquinamento da Pfas nella nostra regione, all’ultima iniziativa di Greenpeace, che ha presentato due esposti, alla Procura di Vicenza e alla Corte dei Conti, per chiedere il sequestro dello stabilimento di Trissino.

“Per i nitroalogeniderivati – continua la risposta a Greenpeace della Miteni – vi è poi la certezza di una presenza dovuta all’incidente della Rimar degli anni Settanta, e non correlate all’attività produttiva allora in corso. Non si comprende come tutto questo avrebbe dovuto influenzare il rilascio dell’Aia visto che, tra l’altro proprio in quella occasione, si rilevava la presenza di sostanze e anche di Pfoa a monte idrogeologico dello stabilimento evidentemente dovuto ad altre fonti di contaminazione”.

“Non si comprende nemmeno – conclude l’azienda trissinese – quale sia il fine vero di questi attacchi continui, che si basano su dati falsi o dolosamente distorti, imputando ad azienda, enti e autorità errori ed omissioni che nascono solo dalla evidente malafede o superficialità di chi ha attuato questa campagna diffamatoria smentita dai fatti”.

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