Lingua veneta, fondi europei per rivitalizzarla

Bruxelles – Nessun ostacolo giuridico né istituzionale ad un percorso europeo di rivitalizzazione della lingua veneta. L’Unione Europea ha detto sì alla richiesta, avanzata dall’europarlamentare Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento europeo, di avere a disposizione fondi europei per lo studio e la promozione della lingua veneta (già riconosciuta dall’Unesco) e la valorizzazione del patrimonio culturale del Veneto. “Una storica ed eccezionale opportunità – ha commentato l’europarlamentare – che fino a ieri sembrava un’utopia ma che oggi diventa realtà”.

La Bizzotto e l’Academia de ła Bona Creansa Academia de ła Łengua Veneta, ente di ricerca linguistica riconosciuto a livello universitario e internazionale, nelle scorse settimane avevano posto la questione allla Commissione Ue, con due interrogazioni. La risposta della commissione ha certificato che sono disponibili fondi europei per l’insegnamento di quelle lingue europee, come quella veneta, che non sono ancora formalmente riconosciute dalle nazioni nelle quali vengono parlate.

Secondo la Commissione Ue, come già avviene per l’occitano, lingua autoctona della Francia ma non riconosciuta dallo stato francese, anche per la lingua veneta è possibile sviluppare progetti di insegnamento grazie a programmi europei come Erasmus+, Orizzonte 2020 e Interreg. Questi programmi europei potranno finanziare progetti transnazionali per l’insegnamento e l’apprendimento della lingua veneta che saranno gestiti da scuole, università, enti di ricerca ed enti locali in diversi paesi. La lingua veneta potrà quindi essere insegnata ad ogni livello, pur rimanendo di competenza dello stato italiano il riconoscimento formale dello status di lingua.

“Il via libera dell’Unione Europea allo studio e all’insegnamento della lingua veneta con i fondi europei è un fatto di straordinaria importanza – ha sottolineato Bizzotto -. Finalmente anche Bruxelles conferma che è una parte fondamentale del patrimonio culturale europeo e che è una lingua che non si trova solo nei libri di storia, ma è tuttora viva, parlata e apprezzata da milioni di persone nel mondo. Come disse la poetessa Alda Merini, “i veneti hanno la fortuna di avere una lingua che è poesia in sé, una musica perfetta”.

“Un nuovo importante tassello – ha aggiunto il presidente dell’Academia, Alessandro Mocellin, –  si inserisce nel quadro del recupero e nella promozione della lingua veneta in tutte le sue espressioni e potenzialità di crescita. La lingua veneta è un bene di tutti e poterla conoscere, insegnare, studiare liberamente sono diritti fondamentali di coloro che intrecciano la lora vita con i destini di questa terra. Le lingue e la glottodiversità sono valori che l’Europa deve e vuole tutelare”.

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