Guarda: “Pfas, cercasi indicazioni per i cittadini”

Venezia – “Dopo oltre un anno la giunta regionale del Veneto non ha ancora realizzato un vademecum informativo per dare ai cittadini, ed in particolare alle donne in gravidanza, chiare indicazioni sul come contrastare l’esposizione ai Pfas. E continua a far finta di niente, vista la risposta del tutto fuori tema dell’assessore, che gira attorno alla questione, parlando genericamente di monitoraggi e azioni di mitigazione del rischio. Ma di indicazioni chiare, di una guida, un vademecum appunto, non si parla”.  Sono parole di Cristina Guarda, consigliere regionale di opposizione, della Lista Amp, decisamente insoddisfatta della replica odierna della giunta all’interrogazione sulla mancata predisposizione di una campagna informativa relativa ai Pfas, e sugli accorgimenti da adottare per limitare gli effetti dannosi, specialmente sulla salute materna e neonatale.

Cristina Guarda
Cristina Guarda

“La mozione – continua Guarda – è stata approvata all’unanimità dal consiglio regionale, il 18 aprile 2017. Il tempo per agire c’era tutto, ed è evidente che quel che manca è la volontà. La giunta non può pensare che siano i Genitori No Pfas a dare indicazioni su come tutelare la propria salute e quella dei propri cari. La sanità pubblica regionale si faccia promotrice di informazioni sulle buone pratiche, a partire dalla letteratura internazionale, che determina chiaramente i rischi sanitari e le azioni quotidiane da evitare per tutelarsi”.

“Ricordo – sottolinea la consigliera regionale – che ci sono stati anche appelli autorevoli, per esempio dal pediatra Ernesto Burgio, esperto di punta dell’European cancer and environment research institute, di Bruxelles, e uno dei massimi studiosi a livello mondiale, circa il rapporto tra degrado dell’ambiente e salute umana. Le famiglie, a partire da quelle che vivono nelle aree maggiormente inquinate, hanno diritto di sapere quali oggetti della vita quotidiana possono contenere Pfas e aumentare quindi l’esposizione, quali esami da fare periodicamente per tenere la situazione sotto controllo. Ed è un dovere delle istituzioni fornire gli strumenti necessari per ridurre al minimo i rischi. Sull’intera questione Pfas, la Regione ci ha purtroppo abituati al continuo rimandare a domani le azioni necessarie, e a quelle fatte solo per rispondere all’emergenza, ma è inaccettabile che, per l’ennesima volta, invece di agire ci si volti dall’altra parte”.

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