Vicenza

Assunzioni senza concorso a Vicenza, la Cub rilancia

Vicenza – Non demorde il sindacato di base Cub di Vicenza, nella sua opera di denuncia di ciò che non va nel pubblico impiego. Già nei giorni scorsi la responsabile vicentina della Cub, Maria Teresa Turetta, era intervenuta criticando la scelta della nuova amministrazione comunale del capoluogo berico di assumere quattro dirigenti scegliendoli sulla base dei curricula, senza prove di concorso pubblico dunque. Il sindaco ora rilancia e chiede al responsabile anticorruzione del Comune di Vicenza, Antonio Caporrino, alla direzione generale dell’ente e allo stesso sindaco, Francesco Rucco, l’annullamento in autotutela della selezione dei quattro dirigenti di nomina fiduciaria. La richiesta è stata inviata per conoscenza anche all’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione.

La Turetta elenca anche le motivazioni della sua richiesta. “Innanzitutto – spiega -, le quattro selezioni non sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Il comma 3 dell’articolo 25 del Regolamento degli uffici e dei servizi, approvato con delibera di consiglio n. 81 del 17 maggio 2016, è illegittimo in quanto viola l’articolo 4 del Dpr 487/1994 che costituisce una regola generale attuativa dell’articolo 51, primo comma, e dell’articolo 97, comma terzo, della Costituzione (Consiglio di Stato, sentenza n. 2801/2015 e n. 227/2016; Tar Campania, Napoli, sentenza n. 4074/2009)”.

“Questa regola – continua – ha la finalità di consentire la concreta massima conoscibilità della indizione di un concorso pubblico a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro residenza sul territorio dello Stato e non è incompatibile con l’art. 35, comma 3, lett. a), del d.lgs. n. 165 del 2001, che si limita a prescrivere la adeguata pubblicità della selezione senza specificare altro in ordine alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.

“E’ abbastanza evidente che una norma regolamentare comunale non possa andare contro le disposizioni di legge o costituzionali. Cosi si è espressa recentemente la Corte dei Conti, sez. giur. Lombardia, con la sentenza n. 102 depositata il 4 luglio 2017 precisando che la mancata pubblicazione del bando di concorso sulla Guri, oltre a determinare l’annullamento della procedura concorsuale, genera responsabilità amministrativa e danno erariale. Così pure il Tar Campania, con la sentenza n. 3433 del 23 giugno 2017, ha ribadito che la pubblicazione di un bando di concorso del pubblico impiego sulla Gazzetta Ufficiale rappresenta un obbligo formale che non può essere violato dalla pubblica amministrazione”.

“Non possiamo che essere sempre in prima linea – ha concluso la sindacalista – nel denunciare favoritismi e scorciatoie. La dirigenza di nomina politica è ricattabile e questo non giova alla pubblica amministrazione. La neo ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno ha dichiarato di voler contrastare i raccomandati della pubblica amministrazione con il giudizio dei cittadini. Sono le leggi come l’articolo 110 del Tuel che vanno eliminate, visto che consentono una dirigenza asservita all’amministratore di turno”.

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