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Arzignano, mezzo milione per l’assistenza domiciliare

Arzignano – Anche per quest’anno, il Comune di Arzignano ha provveduto ad un adeguato stanziamento per l’assistenza domiciliare. Complessivamente si parla di una spesa di  550 mila euro, che conferma l’impegno dell’amministrazione nelle politiche di sostegno e tutela verso le persone più fragili e per favorire la permanenza dell’anziano nel proprio nucleo familiare e nel suo contesto ambientale. Il comune  ha stanziato a bilancio euro 440 mila euro per il servizio di cura domiciliare, ai quali si aggiungono i trasferimenti della Regione Veneto, previsti in 110 mila euro annui.

“E’ un investimento importante – ha messo in evidenza il vicesindaco ed assessore al sociale, Alessia Bevilacqua – che conferma il nostro impegno e ci permette di fornire cure, di monitorare, individuare, intercettare, accompagnare e dare un sollievo a molte famiglie, ma in particolare ad anziani soli, privi di rete familiare, o persone adulte che hanno bisogno di un momento di accompagnamento”.

“Un impegno a cui tengo particolarmente –ha aggiunto il sindaco Giorgio Gentilin – poiché la vicinanza delle istituzioni nell’affrontare le difficoltà legate all’età, ed inevitabilmente alla salute, è fondamentale per molte famiglie che, a volte improvvisamente, si trovano in grave stato di difficoltà”. L’assistenza domiciliare o cura domiciliare è una funzione che il Comune di Arzignano gestisce attraverso uno specifico accordo con il Centro residenziale anziani Scalabrin, con prestazioni socio assistenziali erogate direttamente al domicilio della persona.

Il servizio è rivolto in particolate alle persone anziane, disabili, minori o a nuclei familiari con soggetti a rischio di emarginazione e assicura prestazioni che riguardano la cura e l’igiene personale, l’aiuto nella preparazione e consumazione pasti, il disbrigo di pratiche, l’accompagnamento presso uffici e ambulatori. Nel 2017 le persone seguite sono state 129, mentre la spesa per l’erogazione e la gestione dei servizi è stata di 484 mila euro, dei quali 117 mila arrivati dalla Regione Veneto e circa 60 mila quale compartecipazione degli utenti con indicatore Isee superiore ai limiti previsti dal regolamento.

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