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Confindustria: “Dove va il Ministero sulla Tav?”

Vicenza – “È davvero preoccupante che si stia facendo una valutazione sulla precisa entità di penali per la rescissione dei contratti riguardanti il progetto dell’Alta velocità ferroviaria sulla tratta Brescia-Verona il cui stop, inevitabilmente, coinvolgerebbe anche il restante tratto veneto che comprende Vicenza”. Sono parole di Gaetano Marangoni, vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle strategie del territorio,  a commento della posizione assunta in proposito, nei giorni scorsi, dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Pur riconoscendo la competenza del ministro Toninelli ad effettuare indagini e valutazioni su un tema così importante, avviato e sviluppato dai governi precedenti, questa nota in cui si citano esplicitamente le penali di rescissione mette in allarme gli industriali di Vicenza sul pericolo di stop all’opera.

“L’Alta velocità – prosegue Marangoni – è una necessità non solo per il Nordest, che è direttamente interessato dall’infrastruttura, ma per tutto il paese. Si tratta di dotare un territorio che trascina il Pil nazionale e che porta un contributo determinante ai conti dello Stato, visto che la bilancia commerciale è fortemente positiva, di un’infrastruttura vitale per il trasporto delle persone e delle merci, che sempre più hanno bisogno di spostarsi con efficienza e velocità per essere competitivi con il resto dei paesi europei e non. L’ennesimo slittamento dei tempi di inizio lavori o, peggio, il drammatico stop all’opera comporterebbero un danno inimmaginabile sia lungo l’intera tratta Milano-Venezia, sia per le negative ricadute a pioggia sull’asse del Brennero e sulla mobilità locale dell’intera pianura e pedemontana veneta”.

“Per ciò che non è già in fase esecutiva – aggiunge Marangoni -, oppure oggetto imminente apertura dei cantieri, penso alla tratta Verona-Vicenza, sono immaginabili eventuali adeguamenti progettuali dal punto di vista infrastrutturale, ambientale ed economico. Ma quello che a nostro avviso non è ammissibile è che si rimetta in discussione il quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Venezia, realizzata oltre 150 anni fa e non più in grado di fornire un servizio adeguato alla domanda di mobilità di un territorio che fa dell’export un punto di forza”.

Un commento

  1. pio saverio porelli

    Lo stop al Progetto TAV sulla tratta Brescia-Venezia NON è drammatico, è semplicemente salutare per le finanze dello Stato, è uno scampato pericolo per la salute dei cittadini, è una difesa dell’ambiente e una tutela del territorio sia agricolo che urbano interessato dal tracciato. Certo la linea esistente fu realizzata 150 anni fa, però fu costruita all’esterno delle città di allora e non spaccando ancor più le realtà urbane. C’erano altri ingegneri e altri amministratori comunali!
    Comunque quella linea è ancora attualmente valida., tant’è che anche Vicenza oggi è servita dai treni frecciarossa che, per 24 volte al giorno nell’arco di 14 ore, garantiscono un collegamento veloce e comodo sia in direzione di Venezia che di Milano.

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